Cronistoria di un weekend in barca a vela – 1′ parte

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Ovvero #cosebelle piovute dal cielo, partire all’improvviso e riconciliarsi con il mare!

Sembra un venerdì come tanti. E’ quasi ora di pranzo quando controllo le notifiche arrivate sul cellulare durante la mattinata. Operativi tra ufficio e asilo non abbiamo particolari impegni per il weekend alle porte, quello che dal punto di vista meteorologico, si preannuncia essere come il primo vero di primavera.

Cielo terso, termometro che sale pian-piano e tanta voglia di stare all’aperto.

Scorro veloce l’inbox e mi soffermo con occhi sgranati su quella che diventerà una delle mail più apprezzate di sempre. Il mittente è Italy Charter, una nota agenzia di affitto barche a vela e organizzazione vacanze. L’oggetto del messaggio – ancora più chiaro – non lascia spazio a fraintendimenti. “Estrazione weekend in barca a vela BIT

C’è in ballo un viaggio!

Una frazione di secondo per mettere a fuoco.

Durante la fiera del turismo di Milano, avevo lasciato la mail per partecipare all’estrazione – appunto – di un weekend in barca a vela. Me ne ero dimenticata, noi che non abbiamo mai vinto un bel niente, ma che – inutile dirlo – ci avremmo sperato tanto. Visto un Rospo quasi skipper e la volontà di testare con la famiglia al completo un nuovo orizzonte di viaggio outdoor.

La mail parla chiaro: i fortunelli baciati dalla sorte hanno capitolato causa influenza e data la stringatissima notifica, non c’è modo di estrarre un nuovo nome. Se la gioca quindi il più veloce! La mano che per prima – tra tutti gli speranzosi che avevano lasciato il proprio indirizzo – compone il numero di Susanna e grida che vuol salpare a bordo di Nuvola!

barca a vela nuvola

Con voce eccitata telefono a Rospo: “Si è liberata una cabina doppia. Bisogna partire domani. Chiamo?”. Ho già in testa mille domande, dubbi, perplessità, ma non indugio oltre e ci provo. Una voce squillante dall’altro capo della cornetta mi conferma sorridendo che sono la prima ad aver risposto all’appello.

La primaaaaa??!!??!!” le urlo saltando sulla sedia!

Non ci credo quasi!

Sogniamo un’avventura alla “Rospi-Capitani coraggiosi” da quando Papo ha fatto il primo corso sulle acque del lago di Como, e l’occasione sembra davvero essere quella giusta. Dobbiamo solo seguire quel friccicore tra stomaco, gola e punta dei piedi che ci spinge ogni volta a prendere l’uscio di casa.

Ma l’entusiasmo sembra non essere abbastanza.

Susanna ci dà appuntamento alla Marina di Scarlino (Follonica) esattamente 18 ore dopo. Nuvola ci aspetta tutti e 3 per salpare alla volta dell’Isola d’Elba. Già perché assegnandoci la cabina matrimoniale su un Grand Soleil 37 con un nano nel lettone ci si può stare comodamente.

Ma sapere di poter partire in tre, non è ancora sufficiente per mollare gli ormeggi. Tutto sembra remare contro il nostro 1’weekend in barca a vela! Macchina dal meccanico, spesa settimanale in consegna per sabato a pranzo, 400km da percorrere per raggiungere quel benedetto molo e mezza epidemia di virus gastro intestinale all’asilo.

Ma come si fa a dire di no?

weekend barca a vela

La barca sta navigando all’Elba e deve far ritorno a Scarlino. Non c’è modo di avvicinarla a Spezia o di salpare da un altro imbraco. Troppo tardi per prendere un permesso dal lavoro o per cercare un treno, una freccia o un qualsiasi mezzo alternativo alla mia utilitaria con oltre 210 mila km sulle spalle.

Le pensiamo davvero tutte. “Tu vai a prendere la macchina in officina, io vado da Fede e preparo lo zaino”… “Esci prima dal lavoro, forse c’è un treno”… ” Se partiamo dopo cena, ho trovato una pensioncina vicino al porto”…

La voglia di andare è immensa, Susanna istiga confermandoci le ottime condizioni del meteo e del mare. Ditemi voi se potevamo trovare un’occasione migliore di questa per testare se la vacanza in barca a vela è davvero quello che fa per noi? Un conto è far una gita, prendere un traghetto… ma dormire, mangiare e stare in mare senza quasi metter piede a terra?! Bisogna testarci tutti e tre!

Poche storie quindi… L’universo ci ha fatto un regalo, accogliamolo!

E così, organizzato il ritiro della spesa, buttato nei borsoni fermenti lattici e l’abbigliamento essenziale – comprensivo di costume da bagno e maglia tecnica in caso di vento freddo – ma soprattutto senza dire niente a nessuno, alle 5.35 siamo in macchina alla volta di Scarlino. Sulle palpebre tre ore di sonno, un sorriso che non conosce eguali e i dovuti scongiuri affinché la mia macchina non ci lasci a piedi sulla Cisa.

Il viaggio scorre veloce e in totale tranquillità. Pochissime auto per strada, noi che ciaccoliamo in gran fermento e Rospino che ronfa sul seggiolino.

Alle 10 in punto arriviamo al porto, in tempo anche per recuperare la Xamamina Bimbi (utile in caso di nausea) e fare – Rospo ed io – una colazione veloce in autogrill. Fede, come da copione, non è interessato a riempire lo stomaco. Un morso alla mia briosche e via. Scopriamo purtroppo qualche ora dopo quanto partire a pancia vuota gli sarebbe costato caro.

weekend in barca a vela

Francesca, Federico e Nuvola ci attendono al molo C della Marina di Scarlino. Insieme a noi Manuela e Loris, un’altra coppia di fortunati che per la prima volta si affaccia al mondo della vela.

Giusto il tempo di due chiacchiere, prendere possesso delle rispettive cabine, sistemare i bagagli ed è tempo di mollare gli ormeggi alla volta di Porto Azzurro.

Ci attendono circa due ore e mezza di navigazione per raggiungere l’Elba. La giornata, che sulla carta si anticipava quasi estiva, volge al grigio. Nuvoloni, vento a 18 nodi e onde lunghe. Non proprio il massimo come battesimo della vela, ma vedere Nuvola sbandata (tutta inclinata per i non velisti :-)) è pura emozione.

… seguiteci che arriva anche la 2′ parte della nostro weekend in barca a vela!!

 

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About Author

Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!