Quando si pensa alla Val di Fiemme, vengono subito in mente le passeggiate più famose, i rifugi facilmente raggiungibili e gli itinerari frequentati durante tutta l’estate. Ma esiste anche un’altra montagna, fatta di sentieri meno battuti, panorami che si conquistano passo dopo passo e lunghi tratti dove l’unico rumore che accompagna il cammino è quello del vento tra gli abeti.
L’anello Mulat – Viezzena, con partenza da Bellamonte, è proprio uno di questi itinerari.
Un percorso di poco meno di 10 chilometri, con circa 680 metri di dislivello positivo, che attraversa boschi di larici e abeti, pascoli d’alta quota, piccoli torrenti e magnifici punti panoramici affacciati sulla catena del Lagorai, regalando un’esperienza autentica a chi ama vivere la montagna lontano dalle rotte più conosciute.
Non aspettatevi una semplice passeggiata.
Questo è un trekking pensato per chi ha già un minimo di esperienza sui sentieri di montagna e desidera immergersi in un ambiente naturale ancora poco frequentato. Il percorso non presenta tratti esposti né passaggi tecnici particolarmente difficili, ma richiede allenamento, autonomia e una buona capacità di orientamento.
Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato di più è proprio il senso di tranquillità che accompagna tutta l’escursione. Durante la giornata abbiamo incontrato pochissime persone, potendo assaporare con calma ogni tratto del percorso, dalle prime salite nel bosco fino ai pascoli panoramici che dominano Bellamonte e l’intera dorsale del Lagorai.
Se siete alla ricerca di un trekking panoramico in Val di Fiemme, lontano dalla folla, questo itinerario merita sicuramente un posto nella vostra lista.
In questa guida trovate tutte le informazioni utili per organizzare l’escursione: caratteristiche del sentiero, tempi di percorrenza, consigli pratici, indicazioni per le famiglie e tutto quello che è importante sapere prima di partire.
Indice
- Info tecniche per il trekking ad anello da Bellamonte
- Perché scegliere questo trekking in Val di Fiemme
- Caratteristiche del sentiero
- Descrizione dell’itinerario: l’anello Viezzena Mulat da Bellamonte passo dopo passo
- Le nostre impressioni
- È un trekking adatto alle famiglie?
- Cosa mettere nello zaino
- Quando percorrere questo itinerario
- Dove dormire a Bellamonte
- Le nostre conclusioni
- Domande frequenti
- Il consiglio dei Rospi
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Info tecniche per il trekking ad anello da Bellamonte
| 📍 Località | Bellamonte (Predazzo – TN) |
| 🥾 Itinerario | Anello di Cima Viezzena – Cima Mulat |
| 📏 Lunghezza | Poco meno di 10 km |
| 📈 Dislivello positivo | Circa 680 m |
| ⌛ Tempo totale | Circa 6 ore comprese le soste |
| 🎯 Difficoltà | Escursionistico (E) |
| ⛰️ Punto di partenza | Bellamonte, riferimento Via De Val |
| 🅿️ Parcheggio | Disponibile nel centro del paese |
| 🚰 Acqua e ristoro lungo il percorso | Assenti |
| 👨👩👧👦 Adatto alle famiglie | Sì, con bambini già abituati a camminare, NO passeggini trekking, Sì bimbi nel marsupio o nello zaino trekking |
Perché scegliere questo trekking in Val di Fiemme
La Val di Fiemme offre decine di escursioni spettacolari, ma non tutte riescono a trasmettere quella sensazione di autenticità che molti escursionisti cercano oggi.
L’anello Mulat Viezzena è uno di quei percorsi che, pur trovandosi nel cuore di una delle località più amate con vista sulla Pale di San Martino, rimane sorprendentemente poco conosciuto. Questo significa camminare per lunghi tratti immersi nel silenzio, senza il continuo viavai di persone che caratterizza gli itinerari più famosi o i parchi gioco in quota nei dintorni.
L’escursione regala una grande varietà di ambienti.
Si parte nel bosco situato alla fine di Via De Val, circondati da abeti e larici, si sale progressivamente verso i pascoli d’alta quota e, una volta raggiunta la parte panoramica, lo sguardo si apre sulla valle e sulle splendide cime del Lagorai, una delle catene montuose più selvagge del Trentino.
Durante il percorso si attraversano piccoli torrenti, si affrontano alcuni semplici guadi e si alternano tratti nel bosco a lunghe camminate tra prati e pascoli, rendendo il trekking sempre piacevole e mai monotono.
È il classico itinerario da scegliere se amate la montagna vera, quella che non offre servizi ogni pochi chilometri, ma ripaga con paesaggi autentici e un contatto profondo con la natura.

Caratteristiche del sentiero
Dal punto di vista tecnico, l’anello non presenta difficoltà alpinistiche né passaggi esposti, ma non deve essere sottovalutato.
I quasi 680 metri di dislivello si concentrano in alcuni tratti decisamente ripidi, sia in salita sia in discesa, rendendo il percorso più impegnativo rispetto a una classica passeggiata.
Il fondo cambia frequentemente durante l’escursione.
Si cammina su sentieri nel bosco, tracce erbose tra i pascoli, strade forestali e brevi attraversamenti di piccoli corsi d’acqua. In caso di pioggia, alcuni tratti possono risultare scivolosi, motivo per cui consigliamo scarponcini o scarpe da trekking con una buona aderenza.
Un aspetto importante riguarda la segnaletica.
Il percorso è generalmente ben visibile, ma la cartellonistica non è sempre presente e il sentiero non è numerato sul terreno come molti itinerari CAI. La traccia è riportata sulle principali cartine escursionistiche, ma consigliamo di affrontare l’escursione con una traccia GPS offline o con una mappa cartacea, così da orientarsi facilmente nei pochi bivi presenti.
Proprio per queste caratteristiche, riteniamo che questo trekking sia ideale per escursionisti con un minimo di esperienza, abituati a leggere il territorio e a gestire in autonomia una giornata in montagna.
La preparazione fa parte dell’esperienza: significa partire con acqua e viveri sufficienti, controllare il meteo, scegliere l’attrezzatura giusta e affrontare il percorso con il rispetto che ogni ambiente naturale merita.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui l‘anello tra le vette Mulat e Viezzena conserva ancora oggi tutto il suo fascino: un itinerario che non si limita a portarti in un luogo bello, ma ti invita a vivere la montagna con il passo giusto.
Descrizione dell’itinerario: l’anello Viezzena Mulat da Bellamonte passo dopo passo
Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente di questo trekking è la possibilità di percorrerlo sia in senso orario che in senso antiorario. Entrambe le soluzioni permettono di completare l’anello senza particolari differenze in termini di difficoltà.
Noi abbiamo scelto di affrontarlo in senso antiorario, una scelta che ci ha permesso di concentrare la salita nella prima parte della giornata, quando le energie sono maggiori, e di goderci poi il lungo tratto panoramico in quota con vista sulla Val di Fiemme e sulla catena del Lagorai.
Di seguito vi raccontiamo l’itinerario esattamente come lo abbiamo percorso noi.
Da Bellamonte all’inizio del sentiero
L’escursione parte direttamente dal centro di Bellamonte, una delle località più conosciute della Val di Fiemme e ottimo punto di partenza per numerose escursioni estive.
Per chi arriva da fuori, il riferimento più semplice è l’Albergo Antico, affacciato sulla strada principale del paese. Proprio accanto all’albergo inizia Via De Val, la strada che dovrete seguire interamente fino al termine del centro abitato.
In questa prima parte il percorso si sviluppa su strada asfaltata, costeggiando le ultime abitazioni di Bellamonte. È un tratto breve ma già piuttosto ripido, che permette di prendere subito quota.
Terminata la strada, l’asfalto lascia spazio al sentiero e inizia la vera escursione.
La salita nel bosco
I primi chilometri rappresentano il tratto fisicamente più impegnativo dell’intero itinerario. La salita è costante e in alcuni punti decisamente ripida, ma il fondo è sempre ben percorribile e non presenta difficoltà tecniche.

Si cammina inizialmente su una larga strada forestale che si inoltra nel bosco, circondati da abeti e larici, alternando brevi tratti in ombra ad altri leggermente più aperti. È uno di quei boschi che invitano a rallentare il passo.
Il profumo del legno, il canto degli uccelli e il silenzio che caratterizzano questa zona della Val di Fiemme accompagnano per gran parte della salita.
Durante il percorso si attraversano anche alcuni pascoli, che interrompono piacevolmente il bosco e regalano i primi scorci panoramici sulla valle.
Nonostante il dislivello si faccia sentire, la salita non risulta mai monotona grazie alla continua alternanza degli ambienti.
La segnaletica: pochi cartelli ma un sentiero ben evidente
È proprio in questa prima parte che vale la pena soffermarsi su un aspetto importante. Questo itinerario non è tra i più frequentati della Val di Fiemme e, proprio per questo, la cartellonistica non è sempre presente.
Il sentiero è ben visibile e la traccia è generalmente intuitiva, ma non bisogna aspettarsi la frequenza di indicazioni tipica dei percorsi più turistici.
Lungo il cammino troverete alcuni cartelli che indicano la direzione per Cima Viezzena, ma in diversi tratti dovrete semplicemente seguire il sentiero principale.
Il nostro consiglio è quello di scaricare prima della partenza una traccia GPS offline oppure portare con voi una buona carta escursionistica. Non perché sia facile perdersi, ma perché questo è un itinerario che richiede un minimo di autonomia e capacità di orientamento.
Ed è anche questo uno degli aspetti che lo rende così speciale.
In quota tra pascoli e panorami sul Lagorai
Dopo aver superato la parte più impegnativa della salita si raggiunge la quota compresa tra i 1.800 e i 1.900 metri. Da qui il paesaggio cambia completamente.
Il bosco lascia spazio ai pascoli e il sentiero prosegue quasi in costa regalando uno dei panorami più belli dell’intera escursione.
Alla vostra sinistra Bellamonte sembra diventare sempre più piccola, mentre davanti agli occhi si apre la magnifica catena del Lagorai, una delle aree montuose più selvagge e affascinanti del Trentino.

Questo è probabilmente il tratto che abbiamo preferito.
Il sentiero corre prevalentemente su fondo erboso, è piacevole da percorrere e, pur trovandosi in quota, non presenta passaggi particolarmente esposti.
Nelle giornate limpide il panorama accompagna praticamente ogni passo e rende questa parte dell’escursione davvero spettacolare. Se amate fermarvi a fotografare il paesaggio, concedetevi qualche minuto in più: è uno di quei luoghi dove vale la pena rallentare.
Verso Predazzo tra torrenti e piccoli guadi
Lasciati alle spalle i pascoli, il percorso prosegue in direzione Predazzo, attraversando una zona ricca di piccoli corsi d’acqua. Durante l’escursione incontrerete diversi torrenti e alcuni semplici guadi che aggiungono un pizzico di varietà al cammino senza rappresentare particolari difficoltà.
Il passaggio più caratteristico è sicuramente quello sul Rio Viezzena, che viene attraversato seguendo il naturale sviluppo del sentiero.
Nei periodi successivi a forti piogge o durante il disgelo la portata dell’acqua potrebbe essere maggiore, motivo per cui è sempre consigliabile affrontare il guado con attenzione e utilizzare scarpe da trekking con una buona suola.

La discesa verso Zaluna
Dopo aver attraversato il Rio Viezzena si intercetta il percorso CAI 659 che conduce alla Cima Mulat passando per il Baito delle Vacche. Da qui inizia la lunga discesa che porta alla località Zaluna, situata a circa 1.200 metri di altitudine.
Si tratta probabilmente della discesa più impegnativa dell’intero anello. La pendenza è marcata e richiede un po’ di attenzione, soprattutto nelle giornate umide quando il terreno può risultare più scivoloso.
Con un passo tranquillo e senza fretta non presenta particolari problemi, ma è il tratto dove bastoncini da trekking e calzature adeguate possono fare davvero la differenza.

Il rientro a Bellamonte attraverso il Sentiero dei Dossi Bassi
Una volta raggiunta Zaluna il percorso attraversa la Statale del Rolle che collega Predazzo e Bellamonte e da qui inizia l’ultima parte dell’escursione.
Per rientrare si imbocca il Sentiero dei Dossi Bassi, che attraversa una piacevole zona boscata e conduce progressivamente verso Bellamonte, da dove si accede al campeggio del paese e, da qui, attraverso Via Cece, si rientra nel centro abitato chiudendo definitivamente l’anello.
È un finale rilassante – con eventuale tappa parco giochi per i bambini – ideale per concludere una giornata trascorsa immersi nella natura.
Le nostre impressioni
Quello che ci ha colpito maggiormente di questo trekking non è stato solo il panorama. È stata soprattutto la sensazione di camminare in una montagna ancora autentica.
Per lunghi tratti abbiamo incontrato pochissime persone. Nessuna fila sui sentieri, nessun rifugio affollato, nessun rumore che non fosse quello dell’acqua dei torrenti o del vento tra gli alberi.
È un’escursione che richiede un minimo di preparazione, ma proprio questa caratteristica contribuisce a mantenerla lontana dal turismo di massa.
Se siete abituati a camminare e cercate un itinerario diverso dal solito, questo anello saprà regalarvi una delle esperienze più belle della Val di Fiemme.
Non è il trekking da scegliere perché “va di moda”. È quello che si sceglie quando si desidera vivere la montagna con calma, rispetto e curiosità. Ed è proprio questo che, secondo noi, lo rende così speciale.
È un trekking adatto alle famiglie?
Sì, ma con una precisazione importante.
L’anello Mulat Viezzena non è una passeggiata e non è un itinerario da improvvisare con bambini poco abituati a camminare. Il dislivello, la durata dell’escursione e alcuni tratti di salita e discesa richiedono un minimo di allenamento e una buona autonomia.
Per questo motivo lo consigliamo alle famiglie che hanno già esperienza di escursioni in montagna e bambini abituati a trascorrere un’intera giornata sui sentieri.
Noi abbiamo percorso questo itinerario con Giacomo quando aveva 9 anni. Era già abituato a camminare in montagna e ha affrontato il percorso senza difficoltà, rispettando i propri tempi nelle salite più ripide e godendosi ogni tratto del sentiero.
✔ Adatto a bambini abituati a camminare per tutta la giornata.
✔ Consigliato a partire dai 9-10 anni, valutando sempre l’esperienza personale del bambino.
✔ Per i più piccoli è preferibile utilizzare uno zaino trekking porta bimbo o un marsupio da escursionismo.
❌ Non adatto ai passeggini da trekking.
❌ Sconsigliato come prima esperienza di montagna.
Cosa mettere nello zaino
Lungo tutto il percorso non sono presenti rifugi, punti di ristoro o fontane, quindi è fondamentale partire con tutto il necessario per affrontare un’intera giornata di trekking in autonomia.
Prima di partire vi consigliamo di controllare sempre le previsioni meteo e preparare lo zaino con attenzione.
Acqua e alimentazione
- almeno 2 litri d’acqua a persona (anche di più nelle giornate molto calde)
- pranzo al sacco
- snack energetici come frutta secca, barrette o frutta fresca
Abbigliamento
- scarponcini o scarpe da trekking con una buona suola
- felpa o pile leggero
- giacca impermeabile o K-Way
- cappellino per il sole
Protezione personale
- crema solare
- stick protettivo per le labbra con filtro UV
- repellente per insetti
Attrezzatura consigliata
- traccia GPS offline o carta escursionistica
- telefono con batteria carica
- power bank
- bastoncini da trekking, particolarmente utili durante la lunga discesa verso Zaluna
- piccolo kit di primo soccorso
Quando percorrere questo itinerario
Il periodo migliore per affrontare l’anello tra le montagne Viezzena e Mulat va dalla tarda primavera fino ai primi giorni d’autunno, quando il sentiero è normalmente privo di neve e le condizioni sono ideali per camminare.
Noi lo consigliamo in particolare tra giugno e settembre, mesi nei quali i pascoli sono nel pieno della loro bellezza e le giornate permettono di affrontare con tranquillità un’escursione di questa durata.
Prima di partire è comunque sempre opportuno verificare le condizioni del percorso e il meteo, soprattutto all’inizio della stagione estiva o dopo forti temporali.
Dove dormire a Bellamonte
Bellamonte rappresenta un’ottima base di partenza per esplorare la Val di Fiemme e organizzare questa escursione senza dover affrontare lunghi spostamenti in auto.
Il paese offre diverse strutture ricettive, principalmente alberghi a gestione familiare e appartamenti, perfetti sia per coppie che per famiglie.

Se desiderate partire direttamente a piedi dal centro del paese, una soluzione molto comoda è l’Albergo Antico, che si trova proprio all’inizio dell’itinerario.
Per chi ama una vacanza ancora più immersa nella natura, anche il campeggio di Bellamonte rappresenta un’ottima scelta e si trova lungo il tratto finale dell’anello.
In generale, tutte le strutture del paese consentono di raggiungere facilmente il punto di partenza dell’escursione.
Le nostre conclusioni
Ci sono sentieri che si ricordano per il panorama.
E poi ci sono quelli che riescono a lasciare qualcosa anche una volta tornati a casa. Questo trekking ad anello in Val di Fiemme appartiene a questa seconda categoria.
Non è il trekking più famoso della Valle e probabilmente è proprio questo il suo punto di forza. Qui non troverete rifugi affollati o lunghe file di escursionisti. Troverete invece il silenzio dei boschi, il profumo dei larici, il rumore dei torrenti, pascoli che sembrano non finire mai e una vista spettacolare sulla catena del Lagorai.
È un percorso da affrontare con rispetto, preparazione e il giusto equipaggiamento, ma saprà ripagarvi con quella sensazione di autenticità che oggi è sempre più difficile trovare.
Se amate la montagna vissuta con calma, senza fretta e lontano dalle rotte più battute, questo è uno di quei trekking che vale davvero la pena mettere in programma.

Domande frequenti
L’itinerario misura poco meno di 10 chilometri e si sviluppa interamente ad anello con partenza e arrivo a Bellamonte.
Lo consigliamo vivamente. Il sentiero è evidente, ma la segnaletica non è sempre presente e il percorso non è numerato sul terreno come molti sentieri CAI.
Il tempo effettivo di cammino è di circa 4 ore e 30 minuti. Considerando le soste, le fotografie e il pranzo al sacco, è consigliabile prevedere circa 6 ore complessive.
Il dislivello positivo è di circa 680 metri.
Non presenta passaggi esposti né tratti tecnici, ma le salite e le discese sono in alcuni punti piuttosto ripide. È quindi consigliato a escursionisti con un minimo di allenamento.
Sì. L’anello può essere affrontato in entrambe le direzioni. Noi lo abbiamo percorso in senso antiorario, affrontando la salita nella prima parte dell’escursione, ma volendo si può percorrere anche partendo da località Zaluna e salire in senso orario.
Da giugno a settembre, verificando sempre le condizioni del meteo e del sentiero prima della partenza.
Il consiglio dei Rospi
Abbiamo percorso personalmente questo itinerario e tutte le informazioni riportate in questa guida derivano dalla nostra esperienza diretta sul sentiero.
La montagna, però, cambia continuamente: prima di partire controllate sempre il meteo, informatevi sulle condizioni del percorso e scegliete l’attrezzatura più adatta alla stagione.
Camminare preparati significa vivere la montagna in sicurezza e godersi davvero ogni passo.