Da Milano a Lecco in bicicletta, pedalando tra la Martesana e l’Adda con bambini

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Tra gli itinerari ciclabli della Lombardia percorribli anche dalle famiglie con i bambini, ci sono due splendidi percorsi nel verde – la ciclabile della Martesana e la pista ciclabile dell’Adda – che rendono possibile arrivare da Milano a Lecco in bicicletta in un solo giorno. E l’itinerario è adatto anche ai piccoli rider. Provare per credere!

La primavera è finalmente scoppiata in città, le giornate si sono allungate e c’è voglia di una gita nel verde in bicicletta. Dove andare per spostarsi da Milano, ma senza dover necessariamente prendere la macchina? Bastano uno sguardo alla mappa e all’orario dei treni per capire che la città di Lecco non è così lontana. Le stazioni ferroviarie lungo il tragitto sono diverse, c’è anche la metropolitana (linea verde) in caso di necessità, così da rendere questo percorso ideale, anche per chi non se la sente di percorrerlo per la sua interezza.
I chilometri sono alla portata delle gambette allenate di Federico e complici tante cose da vedere, anche Giacomo può sgranchirsi le gambe dal seggiolino, divertendosi lungo il percorso da Milano a Lecco.
Sì, si può fare!” ci diciamo.

É nata così la nostra “Milano – Lecco in bicicletta” con Rospetti al seguito ovviamente, fatta un sabato di aprile, durante una giornata calda e di sole pieno! Uno spettacolo tra campi di colza in fiore, cigni in cova, cigogne e le meraviglie di Leonardo da Vinci.

Alcuni nidi che si possono osservare in primavera lungo la ciclabile dell’Adda pedalando da Milano a Lecco in bicicletta

 

Distanza percorsa in bicicletta: 67 km (Gessate MM2 – Lecco Stazione FS)
Altitudine massima: 330 m
Altitudine minima: 150 m
Totale salita: 180 m
Percorso prevalentemente su sterrato
Attraversamenti su strada:
– all’altezza di Villa Melzi, dovrete attraversare la strada e costeggiare per circa 50 metri la provinciale
– a Lecco prima di arrivare in stazione, dove si pedala su strada
L’itinerario da Milano a Lecco è percorribile da metà Marzo a Novembre.
Essendo prevalentemente nel verde, in autunno è bene considerare che il tracciato potrebbe essere fangoso (o avere molte pozzanghere) a seguito di giornate consecutive di pioggia.
Se fate il percorso ciclabile dell’Adda in estate è consigliabile avere nelle borse una crema solare e repellente per insetti.
Partite presto al mattino con:
  • borracce piene
  • plaid per il picnic
  • spuntini per recuperare le energie/pranzo al sacco
In questo tratto di ciclabile ci sono diversi punti con panchine e tavoli per la sosta.
Noi ci siamo fermati per il pranzo al sacco al km 27 all’area picnic dopo la Centrale Elettrica Edison Esterle di Cornate d’Adda.
Troverete dei parchi gioco lungo il percorso a:
– Inzago
– Molinazzo
– Brivio
– Airuno
– Pescate lungo il lago
Considerate di partire con almeno un litro e mezzo di acqua e qualche brick di succo di frutta per i piccoli.
La pista ciclabile della Martesana e dell”Adda offre questi punti di ristoro, in cui troverete bar e/o fontane in cui riempire le borracce:
– Inzago (bar in paese e fontana al parco giochi)
– Cassano d’Adda (bar in paese)
– Trezzo, dopo aver superato la centrale Taccani (bar e ristoranti lungo l’Adda)
– Lo Stallazzo (quelle che un tempo erano stalle, oggi sono state trasformate in un angolo ristoro lungo il percorso)
– Imbersago (fontana all’imbarcadero)
– Brivio (bar e gelaterie in paese)
– Olginate (bar del centro sportivo)
– Pescate (bar in paese)

 

Guarda la Mappa:

 

Da Milano a Lecco in bicicletta con i bambini: la nostra giornata lungo le ciclabili della Martesana e dell’Adda

Il tempo di fare i panini, gonfiare le gomme delle bici e siamo diretti alla fermata della metropolitana verde con direzione Gessate. Sono circa le 9 del mattino e in circa quarantacinque minuti siamo al capolinea della linea M2.
Già da qualche stazione prima s’intravede la ciclabile della Martesana che corre accanto al Naviglio, alternandosi tra fila di villette a schiera, palazzi e tratti di aperta campagna. Ci sono persone che corrono, ciclisti che si allenano, famiglie con le carrozzine che passeggiano. L’atmosfera che si percepisce invita al movimento e stare all’aperto il più possibile. I bimbi fremono per arrivare a destinazione.

Una volta scesi dal treno e passati i tornelli, tenetevi sulla destra e scendete verso il parcheggio. Purtroppo non ci sono ascensori o scale mobili, per cui dovrete portare le bici a mano fuori dalla metropolitana. Appena arrivati al parcheggio, c’è una piccola ciclabile sulla sinistra della strada. Seguitela, arrivando fino alla rotonda. Da qui prendete il sottopassaggio, svoltando verso destra e pedalate dritto fino all’incrocio. Attraversando la strada vi ricongiungerete direttamente con la pista ciclabile della Martesana.

I campi di colza della campagna milanese lungo la ciclabile della Martesana

Una delle prime opere che si trovano seguendo il naviglio della Martesana risalendo l’Adda da Milano lungo la ciclabile

Il primo tratto in cui pedaliamo è ancora molto trafficato. La ciclabile passa infatti all’interno dei paesi – o ne costeggia le periferie – e durante il weekend è meta gettonata per una gita dei milanesi. Pedalate quindi lentamente, prestando attenzione ai pedoni o ai bimbi con gli spingi-spingi o le biciclettine.

TROVA IL MODO PIÙ COMODO PER PORTARE I BIMBI IN BICI

A mano a mano che si macinano chilometri, sono sempre meno le persone che si incontrano lungo il tracciato e possiamo di conseguenza aumentare il ritmo. Arrivati alla Casa del Custode delle Acque, la Martesana si separa dal grande fiume Adda e una volta che abbiamo alle spalle questo tratto di ciclabile, si entra nel verde incontaminato del Parco dell’Adda. La ciclabile prosegue quindi costeggiando la sponda del fiume, tra mulinelli, anse, chiuse, rapide e tantissima vegetazione. Siamo immersi in uno scenario che avrebbe potuto ispirare un pittore impressionista. Dall’ambiente acquatico con ninfee e canneti, troviamo poi prati e alberi di alto fusto. Le sfumature di verde brillante non si contano e tutto interno a noi ontani neri, platani, pioppi, betulle, salici, querce a dimora di raganelle, germani reali, cigni, gabbiani, folaghe e persino aironi cinerini.

Flore e fauna del Parco Adda Nord

La nostra pedalata lungo la ciclabile dell’Adda prosegue in serenità. Giacomo si addormenta nel seggiolino , Federico non perde occasione di saltare su radici, buche e sassi, lamentadosi non appena le ruote della sua bici incontrano l’asfalto. Il percorso è prevalentemente pianeggiante e – salvo alcuni tratti in cui è stato asfaltato – è lo sterrato a dominare.

 

Lo straordinario verde del Fiume Adda dalla ciclabile

Scorci del Santuario dalla ciclabile della Martesana e dell’Adda

Verso le 12.30 decidiamo di fermarci per il pranzo e riposare le gambe. Troviamo una grande area verde, con tavoli da picnic e qualche spazio per le grigliate. Ci sono altre famiglie, gruppi di ragazzi e decidiamo di fermarci anche noi sul prato per il nostro pranzo al sacco. La sosta dura circa un’oretta. Il tempo di rimanere a piedi nudi mentre mangiamo i panini, raccogliere qualche margherita, cambiare il pannolino e controllare il perfetto setting della bici di Fede. É il primo “giro serio” con la nuova bici da 20′ e durante gli ultimi chilometri prima della pausa pranzo, aveva iniziato a lamentare dolore alla schiena. Papo sfodera quindi gli attrezzi del mestiere e sistema il manubrio, gli avvicina la sella così da avere una postura più comoda per collo e schiena, e siamo pronti a ripartire.
Noi, nonostante il pensiero che possa avere male ancora, siamo tranquilli sapendo di poter contare sul rientro in treno.

Centrale Taccani lungo la ciclabile

Ma con il nuovo set up e la pancia piena, Fede riparte di slancio. In pochissimo tempo superiamo le centrali, il Ponte di San Michele e le principali attrazioni che si incontrano lungo il percorso ciclabile dell’Adda Nord. Nonostante gli si ricordi di continuo che possiamo caricare le bici sul treno, lui dice che si sente bene e che vuole arrivare fino a Lecco. Continuiamo la nostra bellissima pedalata ammirando gli scenari più selvaggi del fiume Adda. Siamo nel cuore dell’Eco Museo di Leonardo, in quelle zone – care al genio toscano – che gli ispirarono tantissime tavole e dipinti. Il Naviglio di Paderno, che venne realizzato anni dopo l’originaria ideazione, è un gioiello del nostro territorio, così come il traghetto che incontriamo a Imbersago.

Arrivati infatti al traghetto di Leonardo cogliamo l’occasione per una nuova sosta: riempiamo le borracce, ci perdiamo ad osservare i nidi dei germani tra le imbarcazioni e Fede studia affascinato il funzionamento perfetto di un traghetto senza motore, che si muove – e trasporta anche le macchine – sfruttando la forza della corrente.

Il traghetto di Leonardo di Imbersago

Superato poi il borgo di Brivio, la ciclabile che porta a Lecco continua per circa una decina di chilometri costeggiando i campi arati. Complice lo sterrato e il sole del pomeriggio che accompagna la nostra pedalata verso ovest, patiamo tutti e quattro molto il caldo. Una sosta gelato (e parco giochi) è quindi d’obbligo appena arrivati a Olginate, da cui sappiamo che i chilometri che mancano per arrivare a Lecco in bicicletta sono meno di dieci.

Il paesaggio in questo tratto di ciclabile, dal punto di vista naturalistico, è meno suggestivo rispetto ai precedenti. La bellezza di pedalare con le montagne del lecchese a far da cornice, non è compensata però dalle zone industriali che la pista ciclo pedonale attraversa. Sono moltissimi i canneti, ma la zona in ombra è poca rispetto al caldo del sole del pomeriggio, e proprio per questo motivo vi consigliamo di percorrere la ciclabile al contrario, scendendo quindi da Lecco fino a Milano. Così facendo sarete sicuri di percorrere questo tratto di strada con il fresco del mattino e con il sole ancora basso alle spalle del Resegone.

Il nostro passaggio a Brivio

L’ultima diga che s’incontra prima del Lago di Garlate

Quasi arrivati a Lecco da Milano in bicicletta 🙂

Appena intravediamo le sponde del Lago di Garlate, sappiamo che la nostra destinazione è alla portata. Lecco è sempre più vicina e improvvisamente scompare tutta la stanchezza per lasciare il posto al sorriso di essere arrivati alla meta che avevamo in mente. Fede è gasatissimo, sa che anche questa volta è riuscito ad andare un pezzettino più in là dei suoi limiti, e noi non possiamo che esserne più che orgogliosi.

 

Le principali attrazioni lungo la ciclabile dell’Adda: cosa vedere da Milano a Lecco in bicicletta

Santuari, centrali elettriche, dighe e una natura lussureggiante che si stenta a credere, si trovi a meno di 50 km da Milano. Pedalando da Milano a Lecco ci sono innumerevoli ragioni per scendere dalla bici e sgranchirsi le gambe. Il territorio è stato plasmato dalla mano dell’uomo nel corso dei secoli, passando da opere di stampo religioso, a quelle idrauliche e idroelettriche. Tutto in un contesto naturale ancora oggi incontaminato.

Pedalando lungo le vie d’acqua di Leonardo da Vinci

L’area ciclo pedonale che si trova da Imbersago a Cassano d’Adda, viene definita come “Ecomuseo Adda di Leonardo”, un itinerario nato a tutela del paesaggio straordinario del Parco Adda Nord, che stuzzicò persino la mente del genio di Leonardo. L’artista toscano visse infatti in queste zone a lungo, quando era al servizio di Ludovico il Moro. Con base a Villa Melzi, Leonardo andò in esplorazione in lungo e in largo lungo l’Adda, traendo dalla natura materiale per le sue opere.

Cosa vedere da Milano a Lecco in bicicletta

Lungo la ciclabile della Martesana e dell’Adda avrete quindi modo di ammirare:

  • Ruotone di Groppello
  • Casa del Custode delle Acque
  • Villa Melzi d’Eril
  • Villaggio industriale Crespi d’Adda
  • Centrale Taccani
  • Centrale Esterle
  • Centrale Bertini
  • Conca Grande e Santuario della Madonna della Rocchetta
  • Lo stallazzo
  • Naviglio di Paderno
  • Ponte di San Michele
  • Diga di Robbiate
  • Traghetto di Imbersago

Tutte queste attrazioni non sono – ovviamente – visitabili in un’unica giornata, ma grazie alla facilità di accesso per chi arriva da Milano, potrete sicuramente programmare diverse gite in bicicletta.

In arrivo a Lecco per prendere il treno per tornare a Milano con le nostre bici

Milano – Lecco in treno: organizzare una gita in bici e in treno

Il bello della maggior parte dei percorsi cicloturistici della Lombardia è che sono supportati da un’efficace rete ferroviaria. Questo rende possibile percorrere distanze anche lunghe in una stessa giornata, e persino con bambini al seguito. La pista ciclabile del naviglio della Martesana e quella dell’Adda ne sono un ulteriore esempio.

Oltre ad avere la comodità della metropolitana M2 – la linea verde – con treni a distanza di una manciata di minuti anche durante i giorni festivi, la linea è servita comodamente da questi treni:

  • Regionale Milano Centrale – Lecco: quello che abbiamo preso noi per tornare che in 40 minuti e con una sola fermata a Monza, congiunge la Madonnina con la città del Manzoni. Treni uno ogni ora.
  • Regionale Milano Garibaldi – Lecco oppure treni Suburbani S7 e S8 che in un’ora circa arrivano a destinazione con fermate nei diversi peasi vicini alla ciclabile
  • Treno Suburbano S5 da Cassano d’Adda a Milano Porta Vittoria in 35 minuti

Per consultare l’orario dei treni fate riferimento a Trenitalia e Trenord

Portare i bimbi lungo le piste ciclabili della Martesana e dell’Adda sarà un’esperienza bellissima e la vostra gita da Milano a Lecco in bicicletta sarà la prima di una lista di itinerari per scoprire la Lombardia su due ruote.

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!

1 commento

  1. Un piccolo campione!!! Dopo aver letto del vostro viaggio, e del piccolo ciclista campione ho tutta la motivazione per farla anch’io!!

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