Trekking alla Malga Bocche: in marcia da Paneveggio ammirando le Dolomiti

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Malga Bocche è un gioiellino della Val di Fiemme. Tra le malghe e rifugi del territorio è una di quelli che più colpiscono i visitatori per la straordinaria vista sulle Pale di San Martino. Noi l’abbiamo raggiunta con bimbo di due anni e mezzo nello zaino trekking, attraverso un percorso ad anello lungo i sentieri della Val di Fiemme, con partenza dal lago di Forte Buso.

Malga Bocche si trova all’interno del Parco Naturale di Paneveggio, in uno scenario di rara bellezza. Una frase che può sembrare fatta, di quelle un po’ stereotipate, ma vi garantisco che quando sarete quasi in cima, all’uscita dal sentiero del bosco e vi troverete davanti le Dolomiti, rimarrete senza parole. Provare per credere!

Info tecniche per il trekking alla Malga Bocche

A Malga Bocche si arriva percorrendo diversi sentieri, qui trovate il percorso ad anello che abbiamo seguito noi, con partenza dopo il Lago di Forte Buso (il lago di Paneveggio) e arrivo appena prima del centro visitatori di Paneveggio.

Caratteristiche: itinerario di facile percorrenza, che si svolge in prevalenza su strada forestale adatta anche a MTB. La salita è pressochè costante per tutta la durata del dislivello, salvo alcuni brevi strappi lungo il tragitto e l’ultimo tratto in cui si attraversa il bosco, prima dell’arrivo in quota.
Tempo impiegato: 3 ore di cammino per arrivare dal parcheggio dopo il lago a Malga Bocche e circa 2 ore in discesa per completare l’anello arrivando al centro visitatori di Paneveggio.
Sentiero Cai: mulattiera percorso mountain bike + 626 + 623 per completare l’anello
Dislivello: 450 metri positivo in salita 
Partenza dal parcheggio dopo il lago di Forte Buso: 1.498 metri
Arrivo a Malga Bocche: 1.948 metri
Luoghi di ristoro: Non ci sono ristori lungo il sentiero, partite quindi con un pranzo al sacco e abbondante acqua. Farete poi pranzo/merenda o rifornimento direttamente alla Malga.
Impianti di risalita: per percorrere l’itinerario ad anello qui indicato fino a Malga Bocche non ci sono impianti di risalita. Se invece arrivate dall’Alpe Lusia, inizierete a camminare dopo essere saliti con la funivia dal Castelir a cui si accede con la statale che collega Predazzo a Passo Rolle.

Lo scenario con vista sulle Pale di San Martino, siamo all’interno del Parco naturale di Paneveggio

Fare trekking con i bambini alla Malga Bocche

Supporto tecnico: se avete bimbi che non camminano, per praticità vi consiglio di utilizzare lo zaino porta bimbo. Sebbene l’itinerario sia per la maggior parte su strada sterrata, l’ultimo tratto nel bosco e poi nella radura, è più impegnativo per i passeggini.
In baita: Non ci sono particolari attenzioni per i bambini, ma tra il menù fatto con piatti tipici della Val di Fiemme e asinelli nel prato, i piccoli trekker si divertiranno anche con poco.
Bimbi in Marcia: Non ci sono tratti esposti e il sentiero non presenta difficoltà lungo il cammino. Se avete bambini non abituati a camminare, vi consigliamo di partire presto al mattino e di fare diverse soste merenda durante la salita, così da rendere percorribile il sentiero. Se non ve la sentite poi di completare l’anello, potete deviare facendo ritorno verso l‘Alpe Lusia e fare tappa al parco giochi in quota Giro d’Ali.

La nostra giornata di trekking a Malga Bocche

Cosa mettere nello zaino trekking per un’escursione con i bambini in montagna

Una bellissima e calda mattina d’agosto. Abbiamo voglia di un’escursione alla nostra maniera e mentre Federico ed io portiamo Leo al torrente per l’uscita del mattino, Papà Rospo organizza lo zaino. Da quando si è aggiunta alla banda Rospi quella splendida personcina che viaggia comoda in groppa, lo “zaino della sopravvivenza” (quello con cibarie e ricambi per intenderci) è passato sulle mie spalle. Lascio quindi l’organizzazione perfetta degli spazi all’uomo della logistica, che stipa sapientemente l’occorrente, considerando il carico sulla mia debole cervicale.

In ordine, partendo dal fondo, troviamo: kit cambio completo per Federico, mini kit di pronto soccorso, tenda bivacco, pranzo al sacco composto da panini, frutta, cubetti di grana, merenda per Leo, succhi e le borracce. Una per noi e quella di Federico. In alto, pronti per ogni repentino cambio del tempo, i nostri 3 K-Way . Mai utilizzati in questa caldissima estate, ma che da brava montanara, ripongo sempre in alto, di modo da indossarli velocemente in caso di pioggia.

La segnaletica all’interno del Parco di Paneveggio che porta alla Malga. Impossibile perderci qui 🙂

Sono le 10.00 passate, ma siamo in vacanza e la parola d’ordine è “slow“. Niente sveglie. Niente corse. Le coccole a tre nel lettone, una ricca colazione fatta di chiacchiere, risate e ipotesi d’itinerario.
Momenti sacri.
Anche se molti pensano che siano ore perse, per noi è giusto così.

Si parte da Bellamonte in direzione Paneveggio, oggi la meta è la Malga Bocche. Si costeggia la statale che porta a Passo Rolle e subito dopo il lago di Forte Buso, sulla sinistra c’è un grande parcheggio.
Siamo a quota 1498.
Decidiamo di prendere la carrozzabile, così da far camminare anche Federico e abituarlo piano, piano, ad itinerari sempre più lunghi. Il suo zaino porta bimbo è pronto ad accoglierlo, alla prima chiamata di stanchezza. Il piccoletto si preannuncia un buon trekker, ma camminare per lui, significa esplorare. I sassi sul sentiero, le tane nascoste tra cespugli di mirtilli e muschio, gli abeti maestosi e i piccoli funghi sotto i quali si rifugiano i folletti e la fatina dal bosco. Tutto quello che lo circonda, è nuovo e ci perdiamo con lui nel fascino della scoperta. Camminare con lui è slow…anche fin troppo slow, se ti sei prefissato di arrivare a destinazione per pranzo. Ma complice il sentiero, che inizia a farsi sempre più ripido, il Rospetto getta il bastoncino e chiede lo zaino.

Una breve pausa acqua, cambio di zaino in spalla e si parte.

Si sale, con passo sincrono. A volte vicini, a tratti come bravi ciclisti, in scia, così da trainarsi a vicenda.

Noi e il nostro Leo, inseparabile compagno di trekking a quattro zampe

Il sole scotta, come da tempo non si sentiva in quota. Sopra di noi, ad un tratto, intravediamo un meraviglioso rapace, dominatore del cielo. Si muove veloce, con ali che sembrano immobili. Lo riconosciamo dal suo grido inconfondibile e assetato di prede.

Il sentiero è ben segnalato. Ci sono un paio di deviazioni da cui si può proseguire per andare all’Alpe Lusia o al Dossaccio, ma non si può sbagliare. Si alternano momenti riparati nel bosco, a tratti in cui l’esposizione al caldo sole d’agosto, fa percepire una stanchezza e una sete fuori dal normale. Quando si interseca il sentiero 623, la vallata si apre, segnando che l’arrivo è vicino.

Gli ultimi metri di dislivello prima di rimanere totalmente senza fiato. Arrivando da questo sentiero, si giunge dal retro della Malga Bocche. Terminato il bosco, si arriva in una radura che dà direttamente sulle Pale di San Martino.

Lo scenario delle Pale di San Martino da Malga Bocche

Oggi sembrano finte, disegnate.

Il cielo è talmente limpido, l’aria talmente pura che sembrano dipinte, dalla mano di un maestro d’arte. Siamo abituati a vedere questi tre giganti, ma oggi siamo affascinati dalla loro straordinaria bellezza e maestosità. Ci fermiamo in totale ammirazione, come fosse la prima volta.

 

Dopo circa 3 ore di cammino, cerchiamo uno spiazzo per allestire il nostro bivacco, di fronte a tanta meraviglia. E’ la prima volta che montiamo la tenda tutti insieme per il nostro pic-nic.

Il piccoletto ne è esaltato.
Via gli scarponcini e le calze, è ora di rifocillarsi.
La pensa così anche un branco di asinelli curiosi che decidono di partecipare al nostro banchetto, tra stupore e timore, sotto gli occhi di Leo che guardingo, si comporta da bravo cane da guardia.

Asinelli curiosoni alla Malga Bocche

Il bello di avere con sé la tenda è permettersi di bivaccare lontano dalla ressa della Malga, godere del silenzio della natura e soprattutto, cosa da non sottovalutare se si viaggia con un bimbo al seguito, poter cambiare il pannolino senza pensieri, in un luogo tranquillo e pulito. Purtroppo la maggior parte di malghe e rifugi, non prevedono fasciatoio e nursery all’interno dei bagni e 2.5kg di tenda sulle spalle, valgono più di un cambio arrangiato su una panchetta traballante o sul davanzale di una finestra.

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Ci rilassiamo nei prati della Malga Bocche e Leo sta di vedetta

Una pausa ristoro non è completa senza la crostata della Malga e verso le 15.30, dopo momenti di gioco e relax in tenda, si riparte per la discesa.

Dalla Malga Bocche è possibile scendere seguendo anche il percorso 626, fino al Centro Servizi di Paneveggio, completando così il percorso ad anello. Per i tempi di discesa, si deve considerare, per ogni ora di marcia, circa 20 minuti in meno, sul tempo percorso in salita.

Cosa fare nei dintorni di Malga Bocche

Oltre alla quantità di sentieri che potete percorrere nei dintorni di Malga Bocche, meritano una menzione particolare:

  • Il parco giochi in quota Giro d’Ali e il sentiero Frainus
  • Il Forte Dossaccio, per un itinerario lungo i sentieri della Grande Guerra
  • Downhill in MTB dall’Alpe Lusia
  • Il centro visitatori di Paneveggio per un tuffo nella storia del Parco
  • Il recinto dei cervi
  • Il ponte sospeso sul torrente Travignolo
  • Il sentiero Marciò

Se Malga Bocche vi ha fatto innamorare dei panorami delle Dolomiti, scoprite tutte le attività che potete fare in ogni paese con la nostra mini guida della Val di Fiemme

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!