Roda di Vael, escursione ad anello sul Catinaccio

0

Il rifugio Roda di Vael è una delle tappe immancabili nel palmares di un amante del trekking. Ci troviamo nel gruppo del Catinaccio, tra le Dolomiti della Val di Fassa, dove le montagne dichiarate Patrimonio dell’Unesco incantano escursionisti di tutte le età, regalando una giornata in quota indimenticabile.

Abbiamo la fortuna di vederle ogni anno, ma ogni volta è come se fosse un nuovo colpo di fulmine. Panorami che sembrano usciti dal pennello di un artista, guglie che puntano dritte verso l’infinito, rocce brillanti sotto i raggi del sole in una giornata estiva. Le Dolomiti sono un tesoro inestimabile a cui è persino difficile trovare aggettivi che ne siano davvero all’altezza. L’effetto “Wow” è costante quando ci si mette in marcia lassù e durante una giornata di trekking ai piedi di un massiccio dolomitico – qualunque esso sia – non si può evitare di fermarsi dopo ogni dieci passi a contemplare la meraviglia del nostro mondo.

Le Dolomiti sono di una bellezza ai limiti della commozione. Vuoi perchè ti senti improvvisamente minuscolo difronte alle loro dimensioni, vuoi per la fatica a cui ti sottopongono quando marci sui loro sentieri, ma anche – e soprattutto – per il senso profondo di sfida, soddisfazione e gratitudine che hai nell’animo quando hai portato a casa una giornata tra queste vette.

Le Dolomiti del gruppo del Catinaccio dal rifugio Roda di Vael

Il Roda di Vael lo consideriamo uno tra i percorsi più belli fatti dalla nostra famiglia e di questa straordinaria giornata dobbiamo ringraziare Alberto, il proprietario dell’hotel in cui eravamo alloggiati che, cartina alla mano, ci ha indicato la strada.

Info tecniche per il trekking al Roda di Vael

Caratteristiche: il rifugio Roda di Vael è raggiungibile grazie a diversi percorsi, sia da Vigo di Fassa, che dal Passo di Costalunga. L’itinerario che abbiamo percorso noi è di media difficoltà e non prevede particolari tratti esposti. Una volta raggiunto il rifugio ci sono diverse ascese, riservate ad escursionisti esperti e attrezzati.
Percorso: Partenza con autobus di linea da Vigo di Fassa fino al Passo di Costalunga, salita in seggiovia fino al Rifugio Paolina, arrivo al Roda di Vael per pranzo e ritorno a piedi fino a Vigo di Fassa (in alternativa vi consigliamo di scendere a Vigo di Fassa con la funivia da Ciampedie)
Tempo impiegato: 1 ora e 15 minuti per raggiungere dal Rifugio Paolina al Rifugio Roda di Vael seguendo il sentiero 539 e 549; 3 ore e 30 per scendere lungo lungo il sentiero 545 e 547 dal Roda di Vael fino a Vigo di Fassa e completare l’anello.
Dislivello: 155 metri in salita dal Rifugio Paolina al Roda di Vael e 800 metri in discesa fino a tornare a Vigo di Fassa attraverso il sentiero 545 Alta Via dei Fassani.
Luoghi di ristoro: Rifugio Paolina all’arrivo della seggiovia a quota 2.125 slm, Rifugio Roda de Vael e Baita Pederiva a 2.280 metri, Malga Vael a quota 2.034 che si incontra lungo l’Alta Via dei Fassani e Rifugio Ciampedie a 1.998 metri in prossimità della funivia Catinaccio.
Impianti di risalita: Seggiovia Paolina con partenza tra il Lago di Carezza e il Passo di Costalunga e Funivia Catinaccio da Vigo di Fassa.

Fare trekking con i bambini sul Catinaccio fino al Roda di Vael

Supporto tecnico: per i bimbi che non camminano è fondamentale utilizzare lo zaino trekking, soprattutto se avete intenzione di camminare per l’intera giornata e completare l’itinerario ad anello. Se invece volete tornare dalla stessa via di accesso (e quindi facendo andata e ritorno con la seggiovia Paolina) potete anche utilizzare un marsupio ergonomico in quanto non si superano le due ore (massimo 2 ore e 30)  di cammino in tutto, portando i bimbi sempre sulla schiena e non sul davanti, così da avere la visuale ben libera sul sentiero.
In baita: Ad eccezione di Ciampedie, dove troverete un vero e proprio parco giochi con area dedicata ai bambini e fornita di tutto punto, negli altri rifugi della zona non si trovano servizi per i piccoli. Nel bagno della baita Pederiva c’è un tavolo che può essere utilizzato come fasciatoio.
Bimbi in Marcia: consigliamo il trekking sul Roda di Vael a famiglie e bambini allenati, soprattutto se volete completare il percorso a piedi fino a Vigo.

La nostra giornata sul Catinaccio, raggiungendo il rifugio Roda di Vael

Vigo di Fassa è una destinazione perfetta per vivere vacanze sostenibili in montagna. Una volta arrivati qui infatti, si può lasciare la macchina parcheggiata in hotel e percorrere ogni giorno sentieri sempre nuovi, spostandosi a piedi o con i mezzi pubblici.

Noi lasciamo il Family Hotel La Grotta e ci dirigiamo a piedi verso la fermata dell’autobus di linea che da Canazei arriva a Bolzano, effettuando fermate nei punti principali tra le valli. Il biglietto viene fatto a bordo e con 3.4€ (per tutta la famiglia) raggiungiamo il Passo di Costalunga, in circa venti minuti di tragitto. Siamo in Val d’Ega. Da qui si prosegue a piedi ammirando il massiccio del Latemar a sinistra, e il Catinaccio a destra, fino alla partenza della seggiovia Paolina che, in cinque minuti di risalita porta all’omonimo rifugio.
Una volta giunti a 2.125 metri inizia il percorso per arrivare al Roda di Vael.

Ma scesi dalla seggiovia il cielo si copre e inizia a tirare un forte vento. Siamo completamente immersi nelle nuvole e quello che doveva essere un bellissimo panorama sul Latemar si trasforma in un ovattato momento di cammino silenzioso. Ci copriamo con un pizzico di preoccupazione riguardo al meteo, ma ci fidiamo totalmente di Alberto. “Non state a guardare le previsioni, vi garantisco che non piove”. E ci basta infatti il tempo di salire ancora un poco di quota, arrivando fino alla grande aquila di bronzo dedicata a Theodor Christomannos, per assistere alla magia. Le nuvole basse salgono piano piano, lasciandoci di stucco di fronte al panorama sulla valle. La giornata non è di quelle completamente terse, ma poco importa. La visuale è libera, il cielo è azzurro e la temperatura è perfetta per camminare.

Il sentiero, dal Rifugio Paolina fino al monumento in onore dell’alpinista ed esploratore altoatesino a cui si deve la celebre Strada delle Dolomiti, è abbastanza facile. Si sale – dolcemente per circa 20/30 minuti – attraverso un sentiero caratterizzato da gradoni molto lunghi, per poi proseguire sul falsopiano fino alla statua celebrativa.

Una volta giunti al monumento di Christomannos è d’obbligo una sosta per scattare foto, contemplare il panorama, una piccola merenda per i bimbi e ripartire per il rifugio.

Complice il vento che ha spazzato via le nuvole basse, camminiamo sull’ottimo sentiero in piano ammirando all’orizzonte il gruppo del Sella, il Latemar alle spalle e il Roda de Vael sopra le nostre teste. Un incanto. Le Dolomiti sembrano sempre più vicine a noi e anche Federico non vede l’ora di arrivare per toccarle da vicino.

Finalmente si apre il cielo e la vista è sulle Dolomiti

Il tempo di qualche foto ricordo e da dietro dei massi a terra, ecco spuntare due baite. Sono loro, la nostra meta per il pranzo! All’orizzonte una piccola casupola sulla destra e sulla sinistra una costruzione più grande dalle caratteristiche persiane azzurre, tipiche dei rifugi CAI della zona. Sono la Baita Marino Pederiva e il Rifugio Roda di Vael che ci attendono per un gustoso piatto di gulash, polenta e pasta al ragù a 2.280 metri. Ad attirarci al tavolo – oltre ad un profumo che sento ancora nella narici – sono le bandierine colorate che svettano sopra la baita.

Il pranzo in Baita al Marino Pederiva

Decidiamo di fermarci al Marino Pederiva per il pranzo, lasciando al gruppone di escursionisti che camminava poco dietro di noi gli spazi più grandi del rifugio (per quanto grandi possano essere gli spazi in quota qui 🙂 ) a noi piacciono tremendamente i posticini così. Piccoli, accoglienti e con pochi posti a sedere.
Ci accomodiamo fuori, su una delle panche al riparo dal sole e sovrastati dalla magnificenza delle rocce dolomitiche.

Due piattoni di pasta al ragù che mai avrei pensato i due ometti avrebbero finito, polenta+funghi, zuppa di gulash, le foto di rito, qualche cartolina da mandare alle persone più care e i primi fischi di quella che sulla strada del ritorno si trasformerà in un vero e proprio dialogo con le marmotte e siamo pronti per rimetterci in marcia.

Felicità. Appagamento. Comunione. Tra noi quattro e con tutto l’ambiente che ci circonda.

La strada del ritorno verso Ciampedie e Vigo di Fassa

Una volta raggiunto il Roda de Vael, si potranno scegliere diversi itinerari. C’è chi si ferma per dedicarsi a ferrate, scalate per poi dormire in rifugio, e c’è chi rientra verso casa. Per tornare verso Ciampedie e Vigo di Fassa ci sono due sentieri: il percorso 541 lungo la Vial de la Feide (di carattere impegnativo) oppure il sentiero 545 lungo l’Alta Via dei Fassani che, dopo un primo breve tratto difficoltoso per scendere di diversi metri di dislivello, dal Marino Pederiva accompagna dolcemente fino alle radure dei pascoli ai piedi delle Dolomiti più belle del Catinaccio.

Noi scegliamo di farci incantare dalla bellezza del panorama e scendiamo per il sentiero 545. Camminiamo pressochè da soli, salvo iniziare a sentire dei fischi appena scesi di quota e raggiunto il primo pianoro. Il sentiero è a tratti ripido, ma ben segnalato, e non appena trovato il manto erboso ecco spuntare marmotte qua e là.
Federico si è allenato moltissimo per tutta la discesa e inizia a fischiare richiamandole come sentinelle. Eccole dritte sulle zampe, fuori dalla tana, in uno spettacolo che ha del magico. Lui fischia e loro in coro lo seguono poco dopo.

Le Dolomiti più belle e la piana delle marmotte

Vorremmo che questo istante durasse molto di più, ma la strada è ancora lunga e dopo aver quindi giocato a chiamar marmotte a perdifiato, ci rimettiamo in marcia. I Mugogn, Le Cigolade e le Pale Rabiouse ci abbracciano facendo sembrare quasi finto lo scenario in cui siamo immersi. E’ durissima lasciarsi alle spalle così tanta bellezza.

Camminiamo per circa un venti minuti dalla tana delle marmotte sulla strada forestale e arriviamo a Malga Vael. Qui ci vengono incontro gli asinelli della malga e dopo una breve sosta, riprendiamo il cammino lungo il sentiero 545 che prosegue in discesa nel bosco, lungo la strada bianca. A tratti si attraversa il bosco, tagliando la forestale e marciamo spediti per un’altra buona mezz’ora, fino al bivio che conduce a Ciampedie, dove noi decidiamo di proseguire a piedi fino a Vigo di Fassa lungo il sentiero 547 che porta in paese attraverso il bosco.

La strada fino a Vigo è lunga, il dislivello è notevole e sebbene sia tutta discesa, non pensate che sia più facile che un itinerario in salita. Se non siete sicuri al 100% di arrivare fino in fondo, rimanete sul sentiero 545 e camminate fino a Ciampedie con la promessa di super merenda al parco giochi per i bimbi. Da qui potrete scendere comodamente con la funivia.

Se scenderete invece a piedi fino al paese, appena prima di arrivare a Vigo, vedrete sbucare tra le fronde degli alberi un campanile. E’ la chiesa di Santa Giuliana, Santa Patrona e protettrice della Valle. Non mancate di capitarci un sabato alle 19 e lasciatevi conquistare dall’emozione delle campane del 1.200 che risuonano a festa.

Una volta arrivati alla chiesa e superato il cimitero austriaco sarete a Vigo. Non vi dico la gioia nei nostri occhi e l’entusiasmo di Federico nel sapere che eravamo ancora in tempo per la merenda dell’hotel La Grotta e soprattutto la partita a calcio con gli amici conosciuti al mini club.

Nonostante noi fossimo estasiati, ma cotti dal trekking al Roda di Vael, lui ne aveva ancora da spendere. Che sia questa la magia delle vacanze in montagna tra le Dolomiti della Val di Fassa?

Share.

About Author

Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo … e ho fatto spazio nel trolley!
Ora siamo la Famiglia Rospi!
Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!