Latemar 360°: quando le escursioni sono un dipinto

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Resoconto di una giornata di trekking sul Latemar compiendo il percorso Latemar 360° con rientro a piedi all’Alpe di Pampeago.

Info tecniche per l’escursione Latemar 360°

Caratteristiche: itinerario agevole, percorribile ad anello, prevalentemente su mulattiere e con lievi difficoltà.
Partenza e arrivo a Pampeago: 1.784 slm Punto più alto Passo Feudo: 2.200 slm
Tempo impiegato: 1 ora e 25 minuti per raggiungere Passo Feudo e circa 2 ore e mezza per completare l’anello tornando all’Alpe di Pampeago e concludendo il percorso a piedi.
Dislivello: 80 metri in salita dal Rifugio Agnello a Passo Feudo e 414 metri in discesa per completare l’itinerario fino all’Alpe di Pampeago.
Luoghi di ristoro: Rifugio Agnello all’arrivo della seggiovia 2.180 slm – Rifugio Passo Feudo 2.200 slm – Malga Ganischger e Malga Ziseng 2.060 slm. Lungo il sentiero non c’è possibilità di rifornimento di acqua se non nei rifugi.
Possibilità di utilizzare gli impianti di risalita: da Pampeago al Rifugio Agnello e dal Passo Pampeago (Malga Ganischger) all’Alpe Pampeago per il rientro al parcheggio.

Con i bambini in montagna sul Latemar

Supporto tecnico: il sentiero Latemar 360° è percorribile con zaino trekking. L’unico tratto in cui si possono utilizzare i passeggini è dall’Alpe di Pampeago a Malga Ganischger e ritorno. Lungo il sentiero è facile incontrare MTB essendo questa parte del percorso inserita nel Latemar Tour MTB.
In baita: i Rifugi Agnello e Passo Feudo sono dotati di seggioloni su richiesta, ma non di fasciatoio. Al Feudo e a Malga Ganischger ci sono anche piccoli parchi giochi in quota con altalene e scivoli. Al Feudo segnaliamo anche il percorso “Le Fiabe storte del Dahù” con installazioni interattive per bambini.
Bimbi in Marcia: consigliamo il trekking Latemar 360° a famiglie con bimbi allenati. Il percorso si interrompe a Malga Ganischger e prevede il rientro a Pampeago con la seggiovia, ma se avete al seguito bimbi “super attivi” potete giocarvi il jolly e completare tutto il percorso fino all’Alpe di Pampeago a piedi seguendo o l’itinerario nel bosco (circa 60 minuti) o la strada carrozzabile (circa 1 ora e 10 minuti).

latemar 360° sentieri

Ci troviamo al confine tra il Trentino e l’Alto Adige, tra le valli di Fiemme e d’Ega, ai piedi di uno dei massicci montuosi più straordinari delle Dolomiti: il Latemar, ovvero la “cresta del lago di Carezza” nella lingua ladina, perchè sono proprio queste cime a tuffarsi nelle placide acque del lago.
Noi lo ammiriamo dal versate della Val di Fiemme, dove abbiamo imparato grazie al Museo Geologico delle Dolomiti, che qui – proprio dove si trova Predazzo – milioni di anni fa si estendeva un mare e che poi a seguito dell’eruzione di un grande vulcano, oggi ha lasciato preziosi souvenir. Fossili, strati di roccia che sembrano arrivare fino al cielo e spuntoni dalle forme più disparate. Le Dolomiti sono un vero e proprio viaggio nel tempo e camminare ai piedi di questi giganti è uno spettacolo che toglie il respiro.

La giornata non è delle migliori, ma il meteo (almeno fino all’ora della merenda) dovrebbe essere dalla nostra! La destinazione prescelta è l’Alpe di Pampeago, molto famosa tra gli appassionati delle due ruote perchè la salita che dal paese arriva fino al Passo è stata per diversi anni l’arrivo di tappa al Giro d’Italia, ma anche per essere una delle località sciistiche più apprezzate tra gli appassionati di sci. D’estate quindi Pampeago si trasforma in un dolce dipinto sui toni del verde, abbracciato dal forte grigio dolomitico del Latemar che se ne sta lì, quasi come a proteggere tutta la valle.
Ci si arriva in circa un venti minuti di auto salendo da Tesero e deviando verso destra appena passata la frazione di Stava.

Lasciamo l’auto al parcheggio e facciamo i biglietti per la seggiovia (con salita seggiovia Agnello e ritorno con seggiovia Latemar), perchè avendo l’incognita meteo non abbiamo la certezza di riuscire a completare il percorso ad anello completamente a piedi. Il costo dei biglietti è di 15€ per noi adulti. I bimbi fino a 8 anni non pagano.
Un consiglio per gli impianti: è più conveniente acquistare contemporaneamente il biglietto A/R rispetto a prendere solo la corsa singola, se come noi, non avete la certezza di riuscire a scendere a piedi. In caso contrario potrete fare i biglietti in quota pagando complessivamente 5€ in più.

giro del latemar

Per la prima volta la formazione è al completo: Papà Rospo, Io, Fede e il Micro Rospo nello zaino trekking. Saliamo sulla seggiovia a quattro posti e Giacomo – sempre nello zaino – viene posizionato accanto a Papà. Dopo tante risalite in tre, trovarci tutti e quattro seduti ad ammirare una montagna è un’emozione fortissima. Dopo pochissimi metri di dislivello lo scenario ai nostri occhi è incredibile: alle nostre spalle la Pala di Santa (la nostra prima vetta insieme), di fronte il monte Agnello e sulla sinistra c’è lui, il Latemar, che ci aspetta.

Arriviamo al Rifugio Agnello in una manciata di minuti, tantissimi sorrisi e la voglia di ritornare presto su questi sentieri con uno spirito più attento e aperto al nuovo, perchè proprio sotto la seggiovia si snoda il percorso artistico RespirArt, uno dei parchi d’arte in quota più alti del mondo, un vero gioiello da visitare a passo lento per lasciarsi trasportare in una dimensione completamente nuova per noi.

percorso latemar 360°

Dall’arrivo della seggiovia Agnello a quota 2.180 iniziano diversi itinerari tra cui il percorso Latemar 360°. Si procede seguendo un facile sentiero in cui sono presenti diverse postazioni che illustrano ai più piccoli i primi rudimenti di meteorologia, per poi arrivare dopo circa un venti minuti di cammino alla piattaforma panoramica in località Tresca che – in giornate di cielo sereno – regala una vista strepitosa sulla Val di Fassa e tutte le sue cime, fino alle Pale di San Martino e il Lagorai.

Da questo punto il sentiero si apre su una mulattiera che con ampi saliscendi (ma rimanendo tendenzialmente in quota), condurrà fino al Rifugio Passo Feudo in circa 50 minuti.

panorama latemar

Ammiriamo il panorama sulle Dolomiti – Photo Credits Beatrice Calamari

Al Rifugio concedetevi una gustosa pausa pranzo con piatti tipici di montagna (ci sono anche bellissime insalate e persino la pizza) e ricaricate per bene le batterie! I più piccoli appena finito di mangiare vorranno correre al parco giochi e scoprire le storie misteriose di Dahù.

sentiero dahù passo feudo latemar

Pronti per sentire le fiabe storte del Dahù a Passo Feudo?

Voi rilassatevi sulle sdraio, scattate qualche foto e sorseggiate grappa al ginepro ammirando il sentiero che in circa un’ora e mezza porta al Torre di Pisa… e dategli appuntamento per il prossimo anno, quando il Micro Rospo non sarà più tanto micro e non ci saranno problemi di altitudine! Noi promettiamo di esserci!

pranzo a passo feudo

Eccoci felici e soddisfatti dopo il pranzo a Passo Feudo

Il vento inizia a sbuffare e ci ricorda che verso le 17 dovrebbe iniziare a piovere. “Meglio muoversi e iniziare la discesa, soprattutto se vogliamo arrivare a piedi alla macchina!” ci diciamo.

Lasciato alle spalle il Rifugio Passo Feudo, iniziamo il cammino verso l’Alpe di Pampeago attraverso la pista da sci che dopo un primissimo muretto, ci accompagna dolcemente fino alla Malga Ganischger. Il sentiero qui si fa più stretto, ma percorribile con attenzione. Non ci sono punti particolarmente esposti, ma essendo in discesa vi verrà facile accelerare il passo.
Fate attenzione a non sottovalutare la discesa, pensando che sia più semplice della salita. Respirerete sicuramente senza affanno, ma sarà molto più facile inciampare o scivolare sui sassi. Se avete bimbi al seguito cercate di contenere la loro euforia (soprattutto alla vista del parco giochi della Malga) e insegnate loro a sostenersi con i bastoncini in discesa e a scendere in diagonale nei punti più ripidi.

Una volta giunti alla Malga Ganischger potrete:

  • fermarvi a giocare e fare uno spuntino (fosse anche solo per riempire la borraccia)
  • tornare a Pampeago in seggiovia con l’impianto Latemar (per i bimbi più piccoli e non abituati a camminare)
  • tornare a Pampeago con il percorso nel bosco seguendo le indicazioni con il bollino rosso
  • tornare a Pampeago seguendo la strada carrozzabile seguendo il bollino blu

Indovinate noi quale abbiamo scelto? 

Il nostro spirito ci reclamava a gran voce nel bosco, ma complice il tempo incerto e il non voler strafare a tutti i costi, abbiamo optato per la strada più sicura seguendo quindi l’itinerario blu, arrivando all’Alpe di Pampeago pronti per la merenda con immensa gioia e soddisfazione!

passo pampeago

Il Passo Pampeago meta di arrivo delle grandi salite del Trentino

 

Escursione Latemar 360°: lo consigliamo perchè

Il panorama è di una bellezza che incanta. Quasi ipnotica. Noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo anche in una giornata di cielo terso e ne siamo rimasti completamente affascinati. Il verde dei pascoli sembra pitturato con una tempera pastosa, ma se si prova a mettere ben a fuoco, ci si può accorgere da lontano del vento che accarezza l’erba, come in un moto quasi ondoso. Tra denti di leone e genziane gialle, i prati di luglio sono puntini gialli, a cui Seurat avrebbe di sicuro concesso una tela. E poi c’è il Latemar che si staglia dritto verso il blu accanto al cammino, ora più lontano e ora più vicino, e che aspetta solo di essere esplorato.

latemar da passo feudo

Il Latemar visto da Passo Feudo

Il percorso è quasi un abbraccio e ai più piccoli piacerà sicuramente potersi confrontare con le distanze. Fermarsi, bere un sorso d’acqua e ammirare orgogliosi quanta strada si è già percorsa e – ahimè a volte con qualche sospiro – quanta ne rimane da fare. Si cammina come a percorrere un semi cerchio tra le braccia della montagna, avendo sempre davanti agli occhi l’orizzonte da raggiungere. E questo in montagna, soprattutto con i bimbi, non è cosa da poco.

arrivo rifugio agnello

Guarda da dove siamo partiti e quanta strada abbiamo fatto!

Il Latemar è una montagna capace di stregare. Provate il percorso Latemar 360° e avrete voglia di tornare ancora, e ancora su questo massiccio dolomitico pieno di sorprese!

 

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!