Vacanza studio per ragazzi in Francia, la mia esperienza

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Oggi apro il cassetto dei ricordi e vi racconto della mia vacanza studio in Francia, il mio primo vero viaggio da sola.

 

Estate 1992. Quella – indimenticabile – del mio primo viaggio da sola. Senza mamma e papà, e neppure la sicurezza di allenatori o delle compagne della squadra di pattinaggio su ghiaccio. Io, un anno di francese sulle spalle e 14 anni da compiere in un campus poco lontano dal centro di Nizza.

La notte prima della partenza me la ricordo come se fosse ieri. Ovviamente non chiusi occhio, in un misto di agitazione, esaltazione e adrenalina allo stato puro. Sognavo di partire per quell’esperienza di vacanza studio da quando, nove mesi prima, avevo messo piede per la prima volta al liceo, attratta dai manifesti pubblicitari di EF sui corsi di lingua. C’era chi partiva per il quarto anno di superiori all’estero, con mete che già da adolescente mi facevano luccicare gli occhi. Canada, Australia, USA. E chi si preparava a trascorrere le vacanze estive impegnato in un corso intensivo di lingua. Destinazioni più vicine a casa, ma sempre da far girare la testa a qualsiasi teenager. Fosse anche solo per il fatto di muoversi in autonomia, senza la supervisione di mamma e papà!

Mi aspettavano così il primo aereo da prendere da sola, un mini budget da gestirmi per gli extra con una moneta diversa e due settimane intensive in Costa Azzurra, da trascorrere insieme a ragazzi provenienti da tutta l’Europa.

Chi non avrebbe voluto essere al mio posto?

vacanza studio in Francia

Photo Credits Flick in CC

Vacanza studio a Nizza, perla della Costa Azzurra

Giornate scandite dall’alternarsi delle quattro ore di lezione di francese abbinate alla visita della città regina del sud della Francia in un tripudio di sole, mare, tantissime attività sportive e ricreative.
La Promenade des Anglais (il lungomare) il cuore pulsante di tutta Nizza, dove per circa 10 km si alternano caffè, ristoranti, negozi e locali notturni.
La deliziosa Place Massena caratterizzata dai suoi palazzi ottocenteschi dai toni rossastri e da cui ci si addentra nei vicoli della città vecchia per lo shopping locale e per respirare l’atmosfera più pacata della vera Nizza, lontana dai riflettori che la rendono una destinazione estiva très chic. E poi la collina con le rovine del castello, da cui godere di un’incantevole vista sui tetti della città e sull’azzurro del litorale. Perché nonostante siano passati oltre vent’anni, Nizza vanta ancora oggi un mare molto pulito e una costa di cui innamorarsi. Nulla di meglio per un gruppo di ragazzi in vacanza studio che cimentarsi tra partite di beach volley, gite in barca e i primi baci sotto l’ombrellone.

A questo affascinante scenario aggiungete il mio compleanno. Un vero riscatto per chi – come me – è nato nella settimana di ferragosto e ha sempre festeggiato senza gli amichetti. Ma se non ci fosse stato da soffiare sulle candeline, che automaticamente facevano scadere la mia pièce d’identité, non avrei neanche potuto cimentarmi in un’operazione di arduo convincimento della gendarmerie francese al controllo passaporti il giorno del rientro a casa. Vai a spiegargli che nonostante avessi fatto presente che compiendo gli anni a cavallo del viaggio, la famosa carta verde con cui giravamo a quell’epoca era stata autorizzata dalla dogana italiana e che quindi potevo rientrare in patria! Fu proprio in quell’occasione che dovendomela cavare per la prima volta completamente da sola, ringraziai i miei genitori per quel regalo straordinario che era stata l’esperienza di studio all’estero.

Cosa gli farfugliai di preciso non ricordo, ma quello che ho ben impresso nella memoria è la sensazione di totale sicurezza con cui affrontai tutta la questione. Ero italiana, avevo sì un documento scaduto e dovevo tornare a casa. Il problema sarebbe poi forse sorto all’arrivo a Linate, ma a quel punto avrei trovato comunque una soluzione nella mia lingua.

vacanza studio per ragazzi

Photo Credits Flickr in CC

Perché è importante mandare i ragazzi in vacanza studio

Oggi sento tantissimi genitori dire che il mondo è cambiato in peggio, che è più pericoloso e che lasciare i ragazzi liberi di muoversi in autonomia è rischioso – non tanto per loro – ma per gli altri e quello che gli si cela intorno.

Io ascolto, osservo e ripenso alla mia esperienza. La vacanza studio. La mia prima volta all’estero da sola.

Oggi viviamo in un mondo globalizzato, una moneta unica e velocità di connessione anche con l’altro emisfero del pianeta… non può essere più difficile di come era vent’anni fa. Mancano forse però due cose essenziali: fiducia e abitudine. Fiducia nei nostri figli e nel voler lasciarle loro liberi di spiccare il volo e l’abitudine a viaggiare. A scoprire il nuovo, a confrontarsi con le sfide o disavventure che possono accadere durante un qualsiasi viaggio.

Io, se sono riuscita a cavarmela con i miei mezzi, è perché l’ho sempre visto fare ai miei genitori, che mi hanno scarrozzata in lungo e in largo per l’Europa fin da bambina e che con grandi sforzi mi hanno regalato quelle due settimane di vacanza studio in Costa Azzurra. Una scuola di vita che era andata ben oltre la lingua francese!

valigia vacanza studio

Photo Credits Flickr in CC

Ragazzi liberi, ma protetti con una vacanza studio

Se quello che frena oggi molti genitori a veder partire i propri figli in viaggio da soli è il tema sicurezza, la soluzione ottimale per le mamme e i papà più apprensivi è quella di affidarsi ad agenzie certificate e con consolidata esperienza sul campo. EF, che oggi celebra i suoi 50 anni di attività, è fin dai miei “tempi” un leader nel settore dei soggiorni studio.

Al campus di Nizza io trovai un ambiente tutelato e rassicurante, ma che allo stesso tempo consentiva quella libertà d’azione tanto cara agli adolescenti. La vacanza studio era stata organizzata da EF nei minimi dettagli: prenotazione di volo, vitto, alloggio, suddivisioni in classi in base al livello di conoscenza della lingua e attività ricreative, pur lasciando a noi studenti la libertà di muoverci sul territorio sotto l’occhio attento dei tutor e in compagnia dei nuovi amici. Moltissimi dei ragazzi che condivisero con me quell’esperienza, rimasero per anni “pen friends”, a cui dedicare lunghe corrispondenze riguardo il rientro a casa e la quotidianità a Milano. Oggi superati carta e inchiostro, i ragazzi opterebbero per soluzioni più social, ma ugualmente efficaci per mantenere vivi i rapporti a distanza e l’allenamento della lingua straniera.

Oltre che a vedersi in pagella, i risultati di quell’esperienza di viaggio segnarono una prima tappa importante nel raggiungimento della mia autonomia. Sia per iniziare ad affermare il mio posto nel mondo, sia come viaggiatrice.

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!