Viaggio in India? Ci pensa Viagginoriente

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Con Giancarlo Pagliero abbiamo bevuto un caffè qualche tempo fa parlando di un viaggio in India. In quell’occasione ci portò a Mandawa a raccontarci tutto il suo amore per quelle terre lontane! Oggi ritroviamo un vecchio amico, desideroso e impaziente di presentarci un nuovo progetto, frutto di un duro lavoro di squadra e di tanta, tantissima passione!
Ma ora siamo curiosi e vogliamo sapere tutto su questa nuova creatura dal nome Viagginoriente, che ci auguriamo ti porti tantissime cose belle!!  Noi siamo pronti, tu svelaci ora la carta d’identità del tuo tour operator!

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Grazie Ale per l’ospitalità che ogni volta mi riservi. La novità è senz’altro l’apertura del nostro tour operator– mio e del mio socio, il Signor Gurpreet Singh (Guri) – a Delhi, Viagginoriente.
Dopo tanti anni di lavoro nel campo del turismo abbiamo optato per il grande passo. E’ stata una decisione maturata lentamente nel tempo, anche se, come spesso capita, le cose si sono concretizzate negli ultimi mesi. Siamo una squadra, è vero, e ci teniamo a dirlo forte. La nostra sede è a Delhi, ma abbiamo uffici anche a Milano, Treviso e Palermo. E’ un sogno che coltivavamo da parecchi tempo, in effetti. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’appoggio di Barbara Merlo, proprietaria del tour operator Destinazione Oriente: www.destinazioneoriente.it, il nostro partner più importante, che ha creduto in noi fin dall’inizio.

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Abbiamo partecipato al TTG di Rimini e siamo stati molto soddisfatti dell’esperienza. Barbara è una persona concreta, corretta e posseduta da un’inesauribile voglia di fare. Oltre ad essere una cara amica. Il prodotto di punta di Viagginoriente è sostanzialmente l’India. Ci rivolgiamo alle agenzie di viaggio in Italia e facciamo di tutto per porci sul mercato in maniera innovativa, che per noi significa seguire il cliente passo dopo passo, prima, durante e dopo il viaggio. Abbiamo già un buon numero di agenzie che lavorano con noi, agenzie fidelizzate, come si dice, persone che si fidano di noi e a noi si affidano per la costruzione dei viaggi da proporre alla loro clientela. Vogliamo porci sul mercato sotto una nuova veste. Non c’interessano i numeri, ma l’alta qualità del prodotto. Il che non significa necessariamente prezzi elevati. Abbiamo ottime relazioni con le strutture alberghiere e con alcune compagnie aeree, quindi riusciamo ad essere molto competitivi, pur mantenendo intatta un’altissima qualità. Mai come in questo momento l’agente di viaggio deve sentirsi supportato dal tour operator a cui si rivolge. Sono ormai passati i tempi del turismo di massa. Il cliente sente il bisogno di un prodotto diverso, creato ad hoc, tagliato su misura per lui, non di qualcosa di preconfezionato e standardizzato. Come dice la nostra Barbara: “ il vostro punto di vista è il nostro punto di osservazione”. Vogliamo porci nei panni del cliente e siamo disposti a fare e disfare con lui mille e una volta il programma di viaggio, finché non sia come lo desidera davvero. Un viaggio, infatti, deve coinvolgere i sensi, lo spirito e la mente, essere completo dal punto di vista storico, etnografico, antropologico ed emozionale. Tutti coloro che lavorano con noi sono coinvolti in questo processo. I costi dei nostri viaggi rispecchiano l’esatto valore del servizio offerto. La nostra intenzione è quella di dare di più in termini di valore d’uso rispetto a quello che i nostri clienti potrebbero darci in termini di valore monetario, senza usare né sfruttare nessuno, né i nostri clienti né la gente del posto, secondo una visione delle cose che ci esime dal pensarci re, servi o dei, ma che ci permetterà di essere soltanto uomini fra gli altri uomini. La parola d’ordine non è vendere a tutti costi, ma vendere un prodotto di alta qualità impegnandoci seriamente con i nostri clienti e con la gente del posto ed offrire a tutti un servizio equo, etico e di grande valore. Forse non diventeremo ricchi, ma potremo senz’altro addormentarci con la coscienza tranquilla. E di questi tempi non è poca cosa.

 

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Perché la scelta di puntare tutto su una destinazione come l’India?

In realtà oltre all’India ci occupiamo anche dello Sri Lanka, del Bhutan, del Tibet e del Nepal, ma è indubbio che il nostro prodotto di punta sia l’India. Crediamo fermamente che si debba conoscere perfettamente le mete che si propongono per lavorare in maniera credibile. Non ci sono alternative possibili in tal senso. Frequento l’India da quando avevo vent’anni, cioè da 36 anni. L’ho girata in lungo e in largo e ne conosco le dinamiche a menadito. Il mio partner in affari è indiano; lui vive fra l’India e l’Italia e parla l’italiano alla perfezione. La profonda conoscenza che abbiamo del territorio ci consente di creare programmi su misura adatti anche alla clientela più esigente. Abbiamo ottime relazioni con le strutture alberghiere ed un parco auto di proprietà che ci consente di interagire direttamente con gli autisti senza intermediari. Tutto il nostro personale nell’ufficio di Delhi parla italiano. Questo è molto importante in caso di emergenza e non solo. Gli ospiti che si trovano in viaggio con noi vengono seguiti giornalmente dal nostro personale, anche solo con una telefonata, per accertarsi che tutto stia andando per il meglio. E’ come avere amico che sei occupa di loro tutti i giorni e sul quale fare affidamento anche per le piccole cose. Diamo anche in dotazione a tutti i nostri clienti un sim locale di modo che possano contattarci a loro piacimento senza usare la loro scheda e di conseguenza pagare una tariffa telefonica internazionale esosa. Vogliamo diventare un punto di riferimento in India e nei Paesi limitrofi. Cerchiamo anche di riportare il turismo in Nepal, un Paese splendido che si sta man mano riprendendo dal disastro del terremoto dello scorso Aprile. Un certo tipo di turismo responsabile sarebbe senz’altro in grado di contribuire alla ricostruzione in tempi brevi.

Come si avvicina il mercato italiano a un viaggio in India?

Gli italiani viaggiano in India da molti anni, prima un po’ di più, ora un po’ meno. L’India ha sempre esercitato un grande fascino sui viaggiatori. L’India non è solo un luogo, è un’esperienza individuale e personalissima. Eppure ci sono molti falsi miti legati all’India che i tour operator di massa hanno contribuito ad alimentare nel tempo. Sto parlando dell’India da catalogo patinato, per intenderci. L’India è molto altro invece. E’ un Paese in movimento, un posto che sta attraversando un enorme cambiamento, un Paese giovane con giovani che hanno un a gran voglia di fare. Mi sono sempre sentito a casa mia in India, non ho mai avvertito alcun disagio, alcuna incertezza. E ho sempre assistito al cambiamento con stupore, certo, ma anche con grande entusiasmo. A volte, quando in passato ci andavo con i miei turisti ho avverti molto la mancanza della mia India, quella che ho vissuto fuori e dentro di me e a volte il viaggio non mi sembrava altro che una parentesi appannata di quello che in realtà  doveva essere. Ecco. Noi vogliamo togliere quella parentesi appannata e far vedere ai nostri ospiti l’India vera, quelle di ieri ma anche quella di oggi.

Viaggio In India con mamma e papà: è possibile?

Suggerimenti e consigli per portare i più piccoli viaggiatori in questo paese. Se avete già fatto viaggi in India con bambini, ci dici che cose li ha colpiti maggiormente o da che cosa sono rimasti affascinati?

Certamente è possibile. L’India è vasta come un continente, basta scegliere il periodo climaticamente più adatto ed un percorso che sia fattibile e stimolante anche per i più piccoli. Eviterei di andarci da Aprile a Luglio, quando fa molto caldo, ma in generale gli altri mesi si prestano tutti bene. Il periodo ideale è certo quello invernale, quello che va da Novembre agli inizi di Marzo. Anche lo Sri Lanka si presta molto allo scopo. I bambini sono attratti dai colori (e l’India è un posto coloratissimo), dai suoni, dai profumi, da tutto quello che è movimento e certamente dagli animali. Ci sono numerosi parchi sia in India che in Sri Lanka dove è possibile avvistare un gran numero di mammiferi e di uccelli, soprattutto quelli che catturano l’immaginario dei più piccoli, la tigre e l’elefante. Organizziamo foto-safari in tutta sicurezza dove i bambini si divertono molto e imparano una gran quantità di cose. Anche il Rajasthan, con le sue fortezze ed i suoi colori colpiscono molto l’immaginario dei più piccoli. Eviterei i percorsi più archeologici per ovvie ragioni. E poi c’è il mare: ci sono le spiagge del Kerala, dove magari i genitori interessati possono cogliere l’occasione per avvicinarsi all’ayurvedica, l’antica medicina tradizionale indiana e sottoporsi a benefici massaggi. Abbiamo dei resort con personale specializzato e dedicato ai bambini. Ci sono le meravigliose isole Andamane, che posseggono un mare cristallino come e meglio delle Maldive, dove si può anche fare il bagno con docili elefanti in tutta sicurezza, cosa che fa letteralmente impazzire i più piccoli. Ci sono tante cose che i bimbi possono fare. Non da ultimo socializzare con altri bambini diversi da loro per razza e cultura, cosa quanto mai importante, a nostro parere. Anni fa portai in India mia nipote che aveva 6 anni. Si divertì moltissimo. Ricordo che una sera, nel ristorante dell’albergo dove soggiornavamo, stava cenando anche una famiglia locale con un ragazzino su per giù dell’età di mia nipote. In pochissimo tempo i due si avvicinarono, si piacquero, inventarono giochi per tutto il tempo, comunicarono fra loro nella lingua sconosciuta e misteriosa dei bambini, quella magica dalla quale noi adulti più strutturati siamo esclusi, insomma diventarono amici. Tanto che la sera dopo quella famiglia c’invitò a cena a casa sua, dove i bambini stettero insieme tutto il tempo. Mi pare un bel traguardo, visto nella prospettiva di una società doverosamente multietnica.

In pratica non esistono rischi per la salute di un bambino se si applicano le norme più elementari del buon senso utili anche per gli adulti: solo acqua imbottigliata e sigillata, evitare verdura cruda e colpi di calore, bere molto e proteggersi dal sole. Ad ogni modo parlarne con il proprio pediatra è sempre una buona cosa da fare.

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Un viaggio in India, è un viaggio caro? Budget e tipologie di viaggio per seguirti nelle tue avventure

No, in genere non lo è. Certo molto dipende dalla categoria di hotel dove si desidera soggiornare. Anche in India si può spendere moltissimo. Gli hotel di lusso della catena Oberoi, ad esempio, o il famoso Lake Palace di Udaipur chiedono anche 1000 euro per camera a notte. Ma ci sono moltissimi hotel 4 stelle superiori e addirittura 5 stelle, testati personalmente da noi, che offrono pacchetti ad un costo assolutamente abbordabile ai più.

Ad esempio il tour del Triangolo d’Oro con Mandawa (la mia Mandawa) di 8 giorni non costa più di 700 euro, compreso di hotel della categoria di cui dicevo sopra, trasferimenti, tour completo in mezza pensione, guide in italiano in ogni città e tutti gli ingressi ai siti, con tutti i plus di cui parlavo prima.Volo internazionale escluso, ovviamente. Per questo si possono trovare delle ottimi tariffe con Air India che ha volo diretto su Delhi da Milano e da Roma.

Le tipologie di viaggio possono essere parecchie. Si va da un viaggio breve adatto ad un primo assaggio, ai percorsi più lunghi e complessi. In genere un viaggio in Rajatshan, quello classico di 13 giorni, può costare circa 1000 euro, esclusi i voli dall’Italia, su base 2 persone. E questo senza nulla togliere all’alta qualità del prodotto che sempre offriamo.

I gruppi con minimo 6/8 persone sono seguiti da uno Specialist, ovvero una persona che segue il gruppo per tutto il viaggio, quando possibile in partenza direttamente dall’Italia. Di solito questa mansione è mia o del mio socio Gurpreet, ma abbiamo trovato altre persone ugualmente esperte che potranno sostituirci in caso noi fossimo impegnati con altri gruppi. Il nostro Specialist non sarà mai un ragazzino o una ragazzina di sola bella presenza che svolge la funzione di una hostess o poco più, ma un vero esperto del Paese ed una vera guida storica. Qualità. In ogni senso.

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Ora l’India… e domani?

Al momento l’India e i Paesi di cui ci occupiamo assorbano gran parte delle nostre energie. Siamo piccoli, ma cresceremo, come diceva una canzone dello Zecchino d’oro, tanti anni fa. Confesso che in futuro ci piacerebbe allargare anche ad altri Paesi dell’Asia, entrare nel mercato spagnolo e tedesco, in quello brasiliano e statunitense. Tuttavia ho sempre fatto mio quello che mi diceva mio padre, un detto della tradizione popolare, semplice, ma molto efficace: “mai fare il passo più lungo della gamba”. Ci permettiamo di sognare, ma ci teniamo a fare i passi giusti, secondo le nostre forze.

E noi ne siamo certi! Se vi abbiamo incuriosito, correte a visitare il sito e a sognare il prossimo viaggio in India con viagginoriente!

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!