Quando mangiare è anche un po’ viaggiare

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Magna Magna” è un’ antica espressione latina che veniva rivolta ai propri amici, per cerimoniare le capacità culinarie, sia come dote di preparazione che di degustazione.

Difatti, anche con accezioni meno nobili, magna magna è un modo di dire che esprime molto bene l’essere italiani. La nostra cucina, la cultura enogastronomica e la fama dei nostri prodotti, buttano i riflettori sulla nostra capacità di gustarci i piaceri della tavola.

Le mie origini, il mio retaggio, il mio palato e il mio girovita, me lo ricordano ogni giorno.

E guardandomi allo specchio, dopo una gustosa mangiata, soppeso la mia pancia, la guardo e sospiro….”Magna….magna…”

Ammettiamolo, mangiare è un po’ viaggiare.

Photo Credit Rospex - Flickr

Photo Credit Rospex – Flickr

Tra i sapori, le flagranze e le culture di diversi paesi. Il curry delle indie, i formaggi della Provenza francese e le zuppe del Giappone. Si, ok. Fermi un momento. Noi de I Viaggi dei Rospi non abbiamo mai lesinato di raccontarvi itinerari meravigliosi di paesaggi e di profumi, anche a tavola.

Anche io, rospo fuori dallo stagno, vi ho spesso portato con me, nei viaggi per i nostri tavolieri italiani. Dai sapori selvatici di montagna nel Bonatti, al profumo di pesce tra i ristoranti della Costiera Amalfitana. Eppure, alcuni viaggi possono veramente essere circoscritti al tavolo, a pochi passi dalla porta di casa.

Come si dice, se Maometto non va alla montagna….Già.

A Milano, basta spulciare le vie con un occhio di attenzione e avere lo stesso spirito di intraprendenza che si possiede in viaggio, per trovare le culture regionali tutte a portata di mano. Di grande ausilio, in questa ricerca, ovviamente internet. Consultando semplicemente un ricco portale come Quandoo.it, mi ritrovo a scegliere il locale che mi porterà nella cucina fuoriporta.

Ristoranti siciliani, napoletani, toscani. Il nostro stivale è così ricco di nazionalisti itineranti, che la cucina si è vista esportata in ogni città della penisola, trovando adozione in molti ristoranti di Milano.

Personalmente, trovo sia un grande privilegio del nostro splendido paese.

Oggi? Oggi si mangia sardo!

Photo credit Osteria Caneva

Photo credit Osteria Caneva

E sia chiaro, niente traghetto, imbarchi e viaggi chilometrici. Certo, niente mare e non c’è paragone con la terra dei mori, ma, in Via Cenisio al 70 potete imbattervi alla Osteria Caneva Milano.

Non fatevi ingannare dal nome, non è una bettola, anzi. Apri la porta e varchi la soglia di alcuni chilometri con pochi passi.

Ambiente grazioso e molto curato. Semplice, amichevole e pronto a farti sentire subito a casa. E’ una sensazione che tornerà utile, spesso per uno come me, che se ha licenza di “magna magna”, vuole la libertà di sbottonare il primo bottone del pantalone alla seconda portata.

Così accade. Accoglienza famigliare, servizio attento e sorridente.

Come tutte le cucine caratteristiche, ti devi lasciare un po’ guidare. Infatti, io e la mia ospite, posiamo il ricco menù sul tavolo per ascoltare i piatti del giorno.

Lo chef consiglia! E che consigli!

Non si lascia niente per strada. Il viaggio per la terra sarda è lungo, non bisogna lesinare sui viveri. Antipasto di guanciale sardo e pasteggio immediato con Cannonau di cantina, trattenendo i commenti sui fosfati che tanto stanno rovinando le case vinicole.

Photo Credits Sylvia S. - Flickr

Photo Credits Sylvia S. – Flickr

Osteria Caneva Milano

Questo me lo porta un mio amico” dice il principale. E che fai, non lo provi? Pensi. E non sono il solo a non voler offendere, difatti su tutti i tavoli, nessuno fa i complimenti.

Ma un vino simile non può essere sprecato solo per l’antipasto.

In due, ci guardiamo, e scegliamo che siamo nelle mani dello chef. Primo piatto dei tipici culurgionis alla sarda, stando attenti a non esagerare con il pane nell’attesa!

Perché? Vuoi non avere posto per il secondo?

Siamo in un’osteria sarda, che fa del pesce la sua punta di diamante. Rigorosamente pesce di acqua salata e il trattamento griglia e forno boicottano ogni velleità di banale fritto.

Orata con cipolla rossa, profumo che si annuncia prima del piatto, e palato che frantuma ogni freno. I complimenti da consegnare allo chef, sono di rigore.

Il bottone del pantalone è partito da parte di entrambi. La postura è quella del “magna magna”, il profumo del vino ancora accarezza le narici e il conto si annuncia assolutamente degno della qualità.

All’Osteria Caneva Milano, però, il viaggio in terra sarda, non finisce fino a che l’ospite non ha coronato il suo itinerario culinario con del buon mirto. Per carità, niente d’ industriale.

Fedele al vino, il liquore nero scende con esaltazione in una soddisfattissima panza.

E’ vero. Un viaggio senza sforzi di cammino, ma se l’occhio vuole la sua parte, anche il palato ha delle necessità improvvise e le può trovare anche in città.

 

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About Author

Web Content Writer, Web Copywriter SEO e Web Designer. Ogni parola ha una sua storia. Dall'idea alla poesia, spinte dalla tecnica che le ha generate. La loro strada è la scrittura. Il loro itinerario è la condivisione. Dello scrivere ho fatto la mia vita. Convinto che fino a che avremo voglia di raccontarci, non smetteremo mai di intraprendere viaggi. E la vita è un diario di bordo impossibile da lasciare in bianco. Se nel farlo ci metti anche tanta creatività, avrai una professione e anche i colori per ammirarla.