“I Giganti all’ombra del mare” Alla scoperta della Sardegna più bella

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Montagne floride di ruralità campestre. Scorci mozzafiato di strapiombi su cale di mare, perlinato dal sole cocente. Spiagge incontaminate con riverberi d’acqua cobalto e smeraldo.

Siamo fin troppo abituati alla promozione immaginifica che una terra meravigliosa come la Sardegna, può regalare. In effetti, l’autoreferenzialità delle teste di moro è ben conosciuta e orgoglio di uno stivale, che spesso si dimentica del suo apostrofo isolano. Ciononostante, la Sardegna, possiede nel suo cuore, tesori non meno interessanti da esplorare.

Poco pubblicizzati, se non a livello regionale, esistono attrazioni culturali e turistiche che regalano alla terra uno profilo storico di notevole spessore.

Photo Credits Oristano.it

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Vi portiamo nella provincia di Oristano, luogo in cui a pochi chilometri dal mare sorge il paesino di Cabras.
Qui nell’entroterra è celato uno di quei misteri che vive la sua leggenda tra storia e mitologia. Tra mare, isolotti e un sconfinato bassopiano che abbraccia la più famosa Nurachi, la città di Cabras è stata abitata dall’uomo fin dal neolitico. In epoca nuragica, durante l’età del bronzo, il territorio appare intensamente popolato lasciando così in eredità, un fertile e ancora in studio, terreno archeologico.

Ma è solamente dal caso fortuito che nasce l’evento. Difatti, sono state trovate, in un campo di Mont’e Prama, nel marzo del 1974, I Giganti di Mont’e Prama.

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Sono sculture nuragiche, scolpite a tutto tondo. Spezzate in numerosi frammenti, sono scolpite in arenaria gessosa (materiale locale, florido nell’entroterra) e la loro altezza varia tra i 2 e i 2.5 metri.

Il valore di tale scoperta possiede un peso archeologico con pochi eguali nel mondo. Difatti, a seconda delle ipotesi, la datazione dei Kolossoi (nome con i quali li chiamava l’archeologo Giovanni Lilliu), oscilla dall’VIII secolo a.c. ad addirittura il X secolo a.c., conferendo così alle statue un’anagrafica antecedente alla Grecia antica o di poco successive a sculture egizie.

statua museo archeologico cagliari

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Gli scavi avvennero tra il 1975 e il 1979.

Dal grande lavoro degli archeologi vennero rinvenuti oltre 5.178 frammenti comprendenti 15 teste, 27 busti, 176 frammenti di braccia, 143 frammenti di gambe e 784 frammenti di scudo. Un capitolo della storia di questa regione che per circa trent’anni rimase nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Cagliari, fino a quando nel 2005, tornò alla luce del sole e del grande pubblico.

Così grazie alla partnership tra Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Sardegna, 38 sculture tra arcieri, guerrieri, pugilatori e modelli di nuraghe, vennero ricomposte e portate a nuova vita.

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Dal fascino alieno, quasi pagano, sorprendono per la loro peculiarità di forma e accezione.

Nella loro mitigata potenza storica, celano il mistero di una civiltà poco conosciuta ma soggetta ancora ad oggi, a molti studi.

Impossibile non farsi ammaliare dalla loro particolare forma e dallo stile che solo l’eccezionale materiale, gli conferisce.

statua giganti monte prama

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Inoltre, risalta all’attenzione, il carattere delle statue. All’impatto approssimativamente scolpite, possiedono in vero, particolari peculiari che definiscono differenti personaggii. Si evincono, infatti, le parvenze di armi e vesti, affascinanti per la connotazione del periodo.

Il percorso del museo, risulta ben strutturato e curato nel raccontare cronologicamente il ritrovamento e la conquista di titolarità della terra sarda, nei confronti dei Sos Zigantes de Mont’e Prama (i giganti di Mont’e Prama, in sardo).

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Insomma, la Sardegna ed il suo entroterra, invitano a scrollare la sabbia salata dagli infradito, per calarsi in una realtà turistica che affonda le radici nella storia antica.

Un patrimonio facile da raggiungere, vittima solo del vivere all’ombra di una realtà turistica balneare troppo ingombrante e di famoso successo.

La Sardegna invita a scoprirla. Lo stupore, potrebbe nascondersi lontano dai colori più belli del mare.

 

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

Photo Credits Museo Archeologico di Cagliari

I Giganti di Monte Prama: come arrivare

Il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari è facilmente raggiungibile da Oristano, procedendo in direzione della SS131. Le indicazioni del museo sono riconoscibili e portano fino a Piazza Arsenale, dove il museo e la sua cancellata son ben visibili dalla strada.

Se invece volete visitare l’area archeologica di Monte Prama, dove i Giganti sono stati trovati, potete arrivare in circa due ore di macchina da Porto Torres seguendo la statale SS131. Se provenite da sud invece, Cagliari dista 130km e dovete percorre la statale SS131 in direzione opposta.

Per offerte e tutte le info sui traghetti, visitate il sito Traghetti per Sardegna.it  

I Giganti di Monte Prama: per info e prenotazioni

Per ammirare i Giganti nelle sale del Museo di Cagliari:

Museo Archeologico Nazionale
Cittadella dei Musei
Piazza Arsenale
Cagliari

Orari d’ingresso: dalle 9.00 alle 20.00. Giorno di chiusura lunedì

Ticket: € 4,00 adulti dai 25 ai 65 anni; € 2,00 i ragazzi dai 18 ai 25 anni; € 5,00 biglietto cumulativo Museo Archeologico Nazionale e Pinacoteca. Ingresso gratuito per i “bimbi” fino ai 18 anni e per gli “over”65

Sito: www.archeocaor.beniculturali.it

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Web Content Writer, Web Copywriter SEO e Web Designer.
Ogni parola ha una sua storia. Dall’idea alla poesia, spinte dalla tecnica che le ha generate. La loro strada è la scrittura. Il loro itinerario è la condivisione. Dello scrivere ho fatto la mia vita. Convinto che fino a che avremo voglia di raccontarci, non smetteremo mai di intraprendere viaggi. E la vita è un diario di bordo impossibile da lasciare in bianco. Se nel farlo ci metti anche tanta creatività, avrai una professione e anche i colori per ammirarla.