Le strade dei miei viaggi: e tu di quale treno sei?

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Il treno è fermo sul binario che mi aspetta. Ferraglia vecchia rispetto ai più moderni vicini di banco: uno scintillante Freccia Rossa e un quasi jet, uscito dalla penna di Giugiaro. Il treno che mi aspetta è un Intercity. Scomparti chiusi con sei posti a sedere, che solo io, dal basso del mio metro e sessanta posso stare comoda senza urtare il 40 dei piedi del  mio dirimpettaio.
La batteria del mio I-phone è quasi scarica. Abituata ad attraversare l’Italia volando su una Freccia, non ho pensato a caricarlo a casa. Sarà un viaggio “slow” mi dico e inizio a leggere il mio nuovo libro. Arianna Huffington con il suo best seller Cambiare Passo che parla – quasi a farlo apposta – di rallentare.

Viaggiare in treno. Una strada. Due binari paralleli.

Si viaggia a passo lento, a volte un’accelerata, attraversando i paesini a passo d’uomo. Quasi a volersi fermare per  dare  spazio, invece, a chi corre più veloce lungo la strada.
Siamo al completo nel nostro scompartimento. Una studentessa, una signora molto anziana, un imprenditore edile di paese che fa rientro dopo la settimana di lavoro in città e due signori tedeschi, infastiditi dalla “caciara” di una scolaresca qualche seduta più in là. Sono in viaggio di piacere e me lo dice la quantità di mappe ormai consunte, che sfogliano dopo ogni fermata. Quasi come fosse il Gran Tour dell’ottocento o le rotaie del vecchio Ghan che collegavano l’Australia da Nord a Sud – da Darwin ad Adelaide – attraversando il più temibile dei panorami e tagliando a metà il paese bruciato dal sole, per dirla come Bill Bryson. Non c’è la 220V o una connessione senza fili, né pc, app per organizzare il viaggio o le ultime diavolerie tecnologiche.

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Il vecchio Ghan fermo a Maree – South Australia – Outback

Siamo così lontani dal mondo dell’Alta Velocità. Lo si vede anche dall’abbigliamento: non ci sono tacchi, cravatte o abiti ingessati. E’ un treno che sbuffa ancora. Un altoparlante rauco ad annunciare l’arrivo a destinazione, contro i messaggi in doppia lingua di una voce suadente.
Nessuna invettiva però contro la super connessione, le frecce che corrono da Nord a Sud e ricongiungo il paese in poco più che 4 ore… ma forse ho realizzato che è proprio la strada dell’intercity la mia vera dimensione di viaggio.

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Rallentando tra le meraviglie delle Cinque Terre

Una strada che non va troppo forte, da non poter quasi leggere un libro senza avere la nausea, ma neanche così lenta come un Regionale! Forse è proprio per questo che non sono mai riuscita a portare a termine una lezione di yoga – tanto per fare un parallelo con lo sport – ma invece adoro pedalare e soprattutto scendere veloce da un pendio, dopo essere salita in piedi sui pedali e ben aggrappata al manubrio. Perché la nostra è una strada a Intercity… dove saluti quando entri nello scompartimento, ma ti fai sufficientemente gli affari tuoi. Senza il borbottare di un Regionale dove ti senti quasi obbligato a far conversazione o la over-connessione di una Freccia… che mentre chatti con il resto del mondo, non hai quasi alzato gli occhi dal tuo device per far posto a chi ti siede accanto…

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Le Frecce ferme alla stazione centrale di Milano

 

Una visione simbolica per questo post de Il Senso dei Miei Viaggi, perché viaggiando slow, proprio su quell’Intercity ho capito che mai, come ora, certe strade sono legate ai treni!

Grazie a Monica per la costanza e la tenacia con cui porta avanti la sua iniziativa mensile! Sei un continuo stimolo per le nostre riflessioni!!!

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About Author

Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!

  • Annalisa Guarelli Pedrina

    Adoro viaggiare in treno! Purtroppo sono la sola della famiglia… Anch’io ho parlato delle Cinque Terre, però a piedi!

    • Nooo super peccato… a casa Rospi, invece, lo stiamo riscoprendo e appreszzando tantissimo!! Corro a leggerti allora… Grazie del tuo commento!!

  • monica

    Che bello riaverti con noi Ale!
    E non solo per il modo bellissimo con cui hai ufficialmente inaugurato il tema di questo mese, ma proprio per ciò che questo significa per le nostre #ontheroad 🙂

  • Francesca Cioccoloni

    Bellissimo viaggiare in treno!
    Di tutti quelli che ho preso, non dimenticherò mai la freccia del sud, quello che fa Torino – Agrigento se non sbaglio.
    Per non parlare poi della sleeper class indiana, che rispecchia perfettamente il mio spirito di viaggio…talvolta infatti, sulle frecce mi sento un po’ a disagio…

    • E lo immagino cara Franci!! Leggendo i tuoi racconti sembra di essere là… ma provarlo davvero deve essere stato incredibile!!
      Capisco il disagio delle frecce… anche io – spesso- mi faccio prendere dalla velocità e dalla super connessione, ma poi mi dico…ma dove vado??? viaggiare slow non ha prezzo!!