Itinerario per un week-end nelle Langhe e Roero

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Di ritorno da questa breve full immersion nelle Langhe e Roero ho pensato, insieme ad Alessandra, di proporvi un itinerario fattibile in un weekend, per andare alla scoperta dei borghi talvolta meno “bazzicati” del basso Piemonte. Di sicuro tutti conoscono le Langhe e le località più famose per l’enogastronomia robusta e saporita. Parliamo di eccellenze tutte italiane come i vini Barolo, Barbaresco, Dolcetto e Nebbiolo, il tartufo bianco d’Alba, i formaggi come la Robiola, il CastelMagno o la Toma piemontese, le carni di razza, la pasticceria e tutte le ricette di antica tradizione.

Ecco, mettiamo un attimo da parte quello che già sapete e concentriamoci invece su alcuni borghi meno conosciuti. E forse sono proprio i luoghi da cui si hanno meno aspettative che riservano spesso più sorprese. Il Festival Mirabilia 2013 appena concluso è stata l’occasione giusta per conoscere meglio questo territorio in provincia di Cuneo, fatto da una parte (le Langhe) dal rincorrersi di valli pettinate dai vigneti, di borghi medievali, castelli, tradizioni, cantastorie e ottima cucina. Dall’altra (il Roero) una natura più aspra e incontaminata.

Immaginate ora di gustare un paesaggio suggestivo come fareste, lentamente, proprio nell’assaggio di un vino… questa zona è un invito a viaggiare slow, prendervela comoda, a lasciare l’auto per apprezzare piano e fino in fondo quello che offre. E allora veniamo ai 3 borghi visitati e a qualche dritta su posticini giusti dove mangiare/dormire nella zona.

Weekend nelle Langhe e Roero: Cherasco

Arrivo in serata, faccio una rapida passeggiata per il borgo storico, forse sono stanca o disattenta, ma ad una prima impressione non resto molto colpita. Poi la mattina dopo siamo accompagnati da Gabriella, ottima guida turistica, di quelle che oltre alle nozioni trasmettono la passione per la loro terra. Ed è qui che la storia cambia. Ci fa capire che questo borgo passa attraverso 7 secoli di storia, ci fa scoprire il suo impianto urbanistico, gli archi trionfali d’ingresso alla città, le sue imponenti mura stellate, le tantissime chiese e la passeggiata sotto i platani ultracentenari che dal castello seguono i bastioni pedonali.

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La sorpresa più grande sono i palazzi nobiliari come Palazzo Salmatoris o Gotti di Salerano, piccoli scrigni interamente affrescati ed è qui che si capisce che Cherasco fu città importante, la chiamano città delle molti paci, qui nel 1796 fu firmato da Napoleone Bonaparte l’armistizio, qui i Savoia trascorrevano le loro feste estive, qui ci sono salde radici nel passato. Ecco una breve gallery di quello che potete vedere, ricordatevi di chiedere in Comune le chiavi per accedere ai palazzi, altrimenti non visitabili, ne vale veramente la pena.

Sotto i portici della via principale fate un salto alla pasticceria Barbero, locale storico d’Italia da 3 generazioni, la riconoscerete dalla grande confettatrice in rame al centro e dai meravigliosi baci di Cherasco, la loro specialità. Poi per dormire c’è il Monastero di Cherasco, affianco al Santuario della Madonna del Popolo, fondato nel XVI sec dai padri Somaschi e trasformato in hotel di charme…un posto di quiete e fascino indiscusso, di quelli che piacciono a giusti giusti.

Weekend nelle Langhe e Roero: Fossano

 

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Qui a Fossano l’indiscutibile protagonista dal volto medievale è lui, il Castello-fortezza degli Acaia del ‘300, poi trasformato in residenza, poi prigione e caserma, poi motore culturale della città visto che ospita la biblioteca civica, l’archivio storico e l’ufficio turistico. Lui se ne sta lì, imperturbabile, quattro torri magnifiche e un fossato come nelle fiabe ed è una scenografia perfetta per tutti gli eventi cittadini.

Un cuore medievale che non si è spento, ma è stato modificato e riplasmato con fortificazioni del ‘500, la via maestra con le due schiere di palazzi nobiliari che è ancora oggi la passeggiata dei Fossanesi, le architetture barocche del Palazzo del Comandante, il Palazzo Comunale e soprattutto la Chiesa della Confraternita della SS.Trinità (Battuti Rossi). Poi mettici che noi abbiamo visto il centro invaso da spettacoli di artisti di strada, teatro urbano e performance varie e sicuramente l’occasione del Mirabilia Festival è stata quella giusta per apprezzarne il centro storico. Vi segnalo tre cose:

  1. La Giostra dell’Oca, sempre in questo periodo che merita perché coinvolge l’intera cittadina tra il Palio dei Borghi, cene rinascimentali, corteo storico in costume, sbandieratori e l’evento “di corte in corte” per visitare cortili e angolini di solito chiusi della città.
  2. Il B.Strò lounge bar, proprio di fronte al Castello degli Acaia, dove Silvio è un ottimo padrone di casa di quelli capaci di trasformare una semplice aperi-cena in una notevole esperienza sensoriale.
  3. L’agriturismo Orto del Pian Bosco dove assaggiare vere prelibatezze bio con prodotti fatti da loro o a Km rigorosamente zero.

Weekend nelle Langhe e Roero: Monchiero Alto

L’ultima chicca è questa, sicuramente la più particolare, un antico monastero in cima ad una collina nel bel mezzo delle Langhe, un intero monastero un tempo rifugio dei pellegrini, un sapiente restauro e una nuova identità: l’Antico Borgo Monchiero. Oggi trasformato in maison de charme e Scrigno dell’Arte, un progetto culturale per ospitare mostre d’arte, dove gli artisti vengono ospitati per periodi e possono essere incontrati dagli ospiti dell’hotel, con oggetti d’arte in mostra tutto l’anno sparsi per la struttura. Un luogo di pace dove ricettività e arte fanno parte dello stesso obiettivo. Secondo me, un luogo unico.

Se volete saperne di più sull’Antico Borgo Monchiero cliccate qui.

L’ultimo posticino giusto dove fermarvi è il ristorante Sant’Anna di Monforte d’Alba all’interno del Golf Relais Monforte, che ci ha coccolato con una cucina stellata e una terrazza impagabile sulle colline delle Langhe. Chiuderete il weekend in bellezza.

Reportage, foto e testi di Monica Nicoliello

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo … e ho fatto spazio nel trolley!
Ora siamo la Famiglia Rospi!
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