Festa, ma non per tutte

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Non amo la “festa della donna” per l’aspetto puramente commerciale che ha assunto nella nostra società, ma sono una sostenitrice delle uguaglianze e dei diritti umani. Rosa in primis.

Sono cresciuta vedendo mio padre che stirava, cucinava e dava una mano. Rispetto e spirito di collaborazione. Quello che in una società civile non dovrebbe mai mancare.
Nella famiglia Rospi non ci sono distinzioni di ruoli e compiti. Ho scelto di avere accanto, come marito e padre per il mio Rospetto, un uomo che nonostante la forte matrice pugliese, ha una concezione della famiglia e del senso del rispetto, persino più aperta della mia. Una visione nord-europea della gestione della famiglia e della casa, ma che trova le sue più profonde radici nel senso di lealtà e squadra, tipico di un branco.
Sono una femminista convinta, a modo mio. Ma credo fortemente che le donne di oggi debbano imporsi per la loro diversità e unicità di genere. Negli ultimi 40-50 anni abbiamo indossato i pantaloni e fatto sentire al sesso forte che potevamo competere alla pari. Come loro. E non c’è niente di più sbagliato, che battagliare per snaturare se stesse e fingere di starci comode, in quei pantaloni. Quando poi, la percentuale di abbandono del lavoro dopo la prima maternità, è ancora troppo alta.
Viviamo nella società occidentale, quella che dovrebbe essere d’esempio al resto del mondo, ma solo in Italia nel 2012, sono state 98 le donne uccise per la violenza di un ex, un marito o un aguzzino sotto casa. Praticamente una ogni due giorni.
Ma se nel resto del mondo c’è chi viene uccisa, ancora prima di vedere la luce, solo perchè appartiene al genere sbagliato, c’è chi dice NO e combatte per un mondo migliore.

La Fondazione Fratelli Dimenticati è una Onlus nata 25 anni fa a Cittadella (PD) che opera nel settore della cooperazione internazionale. Nello specifico, la fondazione sostiene numerosi progetti di sviluppo in India, Nepal, Messico, Guatemala, Nicaragua e Haiti, principalmente attraverso il Sostegno a Distanza.

Fratelli Dimenticati è da sempre impegnata in prima linea per sostenere le popolazioni più povere della terra e difendere i diritti delle categorie più svantaggiate. Proprio per questo, la fondazione si è fatta promotrice nei paesi in cui opera di progetti che favoriscano lo sviluppo della donna e combattano le discriminazione di genere.

Nel giugno del 2011 l’India ha avviato un censimento, i cui risultati hanno messo in luce un fenomeno dai contorni inquietanti: l’infanticidio e l’aborto selettivo, pratiche purtroppo enormemente diffuse all’interno delle comunità più povere e di villaggi.

Secondo la rivista medica “Lacet”, negli ultimi trent’anni sono scomparse circa 12 milioni di bambine, che potrebbero essere state uccise o abortite per l’unica ragione di essere femmine.

La stessa, drammatica situazione, viene inoltre riscontrata anche nel vicino Nepal.

Questo dipende dalla condizione della donna in India e Nepal, da sempre considerata inferiore all’uomo. La società indiana, sviluppata secondo un rigido modello patriarcale, privilegia l’erede maschio e considera le figlie femmine un grosso peso economico a causa della consistente dote che grava sui genitori quando combinano il matrimonio. Un figlio maschio, invece, può essere d’aiuto nei campi, sostenere i genitori anziani e portare avanti il nome della famiglia.

Nell’impossibilità di mantenere una figlia, molte famiglie scelgono di liberarsene con un aborto selettivo, una pratica che è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un vero e proprio atto di violenza contro le donne. Altre famiglie arrivano addirittura a praticare l’infanticidio. Dalla nascita al primo anno di età le bambine vengono annegate, avvelenate, sepolte vive o fatte ammalare di proposito.

Tutto questo sta portando a preoccupanti squilibri demografici: rispetto a 20 anni fa,  oggi vi sono in media 48 bambine in meno ogni 1000 maschi, bambine la cui unica “colpa” è quella di appartenere al sesso “sbagliato”.

La scolarizzazione e il miglioramento delle condizioni della donna sono assolutamente indispensabili per poter cambiare questa situazione.

Festa della Donna. Che diventi quindi l’occasione per una battaglia a tutto tondo in favore dei diritti in rosa. Festeggiamo con un gesto di solidarietà e diamo una possibilità a chi non ne ha!

Per info:

Tel. 049.597.16.87 – comunicazione@fratellidimenticati.it – www.fratellidimenticati.it
Questo non è un post sponsorizzato

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About Author

Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!

  • Grazie per aver “sollevato” lo sguardo su tante situazioni dimenticate!
    Auguri.

  • Bel post, sapevo delle bimbe dell?India, ho letto diversi articoli in proposito, avevo preparato anche un post, ma non l’ho mai pubblicato, troppo doloroso. Queste realtà così diverse, così contro il genere femminile mi urtano terribilmente.
    In casa dei miei c’era la parità, ho sempre visto i miei genitori aiutarsi. In casa mia purtroppo non succede, mio marito è stato cresciuto alla vecchia maniera e non intende cambiare, quindi mi viene difficile insegnare ai miei figli maschi l’aiuto in casa, la risposta è…Ma papà non lo fa x’ noi si?