Sotto la Tour Eiffel con una Family Manager

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Lei è Nicole Pagani, una biondina tutta pepe, incontrata recentemente in Camera di Commercio in occasione degli Speed Date organizzati da Business Hour. 

Ci sediamo. Ci studiamo. L’impressione è di essersi già incontrate per strada. Stessa età, stessa professione, stesso spirito adolescenziale e stessa voglia di reinventarsi professionalmente dopo la maternità. Diventare mamme e gestire casa, famiglia e lavoro – trovando un briciolo di tempo per se stesse- è un’impresa da vere acrobate, ma lei è la soluzione.

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Oggi Nicole, anima e cuore di My Baby Plan, ci porta in Francia e ci parla della sua nuova avventura da Family Manager.

 

Un caffè a…Parigi

Perché la scelta di questo caffè, tra tutti i caffè bevuti nel mondo? Cosa ti ha ispirato questo posto e perché ti è rimasto nel cuore?
Sembra banale, ma mi è rimasto nel cuore perché mi ricorda il mio viaggio di nozze. Mio marito Ivan ed io siamo sempre stati affascinati dalla storia e cultura di altri Paesi, in particolare di quella francese, e dopo aver “convertito” Ivan a vedere tutte le puntate di Lady Oscar, sono riuscita a portarlo nel luogo che sognavo di visitare da quando ero bambina e proprio dopo esserci sposati.

Sedersi a bere un caffè nei famosi “Bistrot” di Parigi e potersi soffermare a guardare la gente del posto e i monumenti che la circondano, ti fa sentire parte di quella che è stata la storia del Re Sole ed in seguito della rivoluzione francese, periodo che ho tanto amato durante i mie studi.

 

Mamma e Viaggi. Che tipologia di mamma viaggiatrice sei? Quali preoccupazioni, ansie inerenti al viaggio in famiglia? Che servizi richiederesti alle strutture e a chi organizza le tue vacanze?
Ammetto che finora sono stata una mamma poco propensa ad intraprendere viaggi, diciamo, impegnativi. Mia figlia Viola, che ora ha 3 anni e mezzo, ha sempre sofferto i trasferimenti in auto anche di breve durata: è sempre stato necessario avere a disposizione almeno un cambio completo di abiti, perché, regolarmente, il suo stomaco ne risentiva. Con l’arrivo di Aidan, invece, è stata più la stanchezza fisica quotidiana a far sì che io stessa non me la sentissi di viaggiare molto e preferissi rimanere a casa (i miei bimbi hanno solo 19 mesi di differenza, quindi i primi mesi di vita di Aidan ci sembrava quasi di avere in casa due gemelli).
Ad oggi, le mie preoccupazioni riguardano per lo più eventuali malattie che possono sopraggiungere durante il soggiorno in una località dove conosciamo poco i servizi e, pertanto, sono solita mettere in valigia un bel kit di medicine di “base” pronte all’uso.
Mi piacerebbe che le strutture alberghiere predisponessero uno spazio di gioco per i bimbi più piccoli: capita spesso di trovare il servizio di miniclub a cui è possibile accedere al di sopra dei 3 anni di età, ma, allo stesso modo, non esiste alcun servizio per i bimbi al di sotto di questa fascia.
Chi ha più di un figlio, pertanto, ritrova a volte negli occhi del bimbo più piccolo la delusione per non poter partecipare al gioco di gruppo del fratellino più grande.

 

Essere mamme lavoratrici in Italia. Se avessi una bacchetta magica e potessi cambiare le carte nella difficile tavola della situazione economica femminile attuale, di quali assi doteresti le mamme e il nostro paese?
Sicuramente cercherei di motivare di più le donne, proprio perché spesso, trovandosi da sole a gestire famiglia, casa e lavoro, si rassegnano a non coltivare più le proprie ambizioni.
Sono sempre più convinta che noi donne siamo in grado di dedicarci contemporaneamente e con la stessa cura e dedizione a diverse situazioni: certo, la fatica è molta, ma cosa c’è di più stimolante che realizzare se stesse nell’ambito che più si desidera?
Per permettere di coordinare ed agevolare tutto questo, cercherei poi di fornire gli strumenti necessari, ad esempio garantendo una maggiore flessibilità d’orario sul posto di lavoro alle mamme. In Italia si dà ancora molto peso al totale del numero di ore trascorse in ufficio ogni giorno, piuttosto che al rendimento effettivo di chi magari ha un contratto part time: ho avuto pochi Responsabili, durante il mio percorso professionale, che consideravano molto più importante l’ottimizzazione della gestione dell’attività nelle 8 ore canoniche, piuttosto che la visibilità che altre persone volevano trasmettere tramite l’eccessivo, (e spesso, inutile), prolungamento d’orario d’ufficio.

 


Presentaci la tua attività. Perché una Family Manager? Com’è nata questa idea e che sviluppi pensi che possa avere in Italia? 
MyBabyPlan, con la figura della Family Manager, intende dare nuovamente importanza alla donna in quanto tale e quindi non solo nel ruolo di mamma.
L’idea è nata una mattina del maggio scorso: mentre bevevo un caffè con mio marito mi sono chiesta perchè non esistesse una figura, sul mercato italiano, che potesse ricordare alle mamme ogni tipo di scadenza riguardante principalmente il primo anno di vita del bambino (le vaccinazioni, le date di open day degli asili…). Questo tipo di “attività”, infatti, nella mia quotidianità, portava via molto tempo in primis a me stessa e poi alla mia famiglia.
Inoltre, soprattutto dopo la prima gravidanza, mi ero sentita spesso dire che avrei dovuto abbandonare alcune mie ambizioni o semplicemente hobby perché…..”si sa che quando si diventa mamme, è così che succede e lo si deve accettare”.
Da qui la Family Manager: un’assistente personale esclusiva per la donna, che, tenendole l’agenda quotidiana, permette a lei di trovare il tempo per la cura di sé a livello personale, (…un appuntamento dall’estetista), e/o professionale, (un colloquio di lavoro…) e permette alla coppia di dedicarsi momenti speciali quali un weekend romantico o una serata particolare anche dopo la nascita del bambino.
Credo che questa figura avrà modo di essere apprezzata nei mesi futuri sul mercato italiano: molte donne hanno desiderio di ritrovare a pieno la propria personalità dopo i mesi di maternità e la Family Manager organizza al meglio la loro giornata affinchè l’intera famiglia ne abbia beneficio.

I tuoi sogni e come ti vedi tra 10 anni?
A volte mi sento ancora un po’ adolescente; sebbene abbia già formato una famiglia, sono ancora molto istintiva e mi piace mettermi costantemente in gioco…è come se mi trovassi sempre in sfida, (goliardicamente), con me stessa.
Per questo motivo non riesco a vedermi tra 10 anni: vivo molto nel presente.
Mi ritrovo, al contrario, più frequentemente a guardare i miei figli e a pensare a cosa vorranno fare in futuro, a quali attitudini e personalità avranno: la cosa mi diverte e allo stesso tempo, per come attualmente sembra girare il mondo, mi spaventa.
Sogni…credo di averne ancora molti ed in divenire: mi auguro, in ogni caso, di avere sempre la mia famiglia presente e vicina a me, qualsiasi prossima esperienza affronterò.

 

Nicole Pagani, 34 anni, milanese. Dopo essersi diplomata a 18 anni presso il Liceo Scientifico B.Pascal di Milano, intraprende gli studi giuridici. 

Alcuni anni dopo riveste il ruolo di Assistente Personale in Segreteria Generale di una banca di carattere internazionale e, quando diventa mamma per la prima volta, nel 2009, cerca di coniugare la sua esperienza professionale e la nuova gestione famigliare organizzando al meglio le giornate  e gli impegni a cui la nascita della piccola Viola ha dato vita. 

Con l’arrivo di Aidan, nell’ottobre 2010, affina l’attitudine nell’essere Manager della propria famiglia, mantenendo l’idea che la donna, sebbene diventata mamma, abbia diritto ancora a realizzarsi pienamente anche al di fuori dell’ambito famigliare. 
Nel 2012 nasce così MyBabyPlan che lancia sul mercato italiano la figura della Family Manager.

Per info e suggerimenti scrivetele: info@mybabyplan.it Nicole avrà la soluzione giusta per districare la vostra agenda! 

 

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About Author

Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo … e ho fatto spazio nel trolley!
Ora siamo la Famiglia Rospi!
Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!

  • Parigi è una città magica. Ciao Nicole, non avevo mai sentito parlare di questa figura riguardo al tuo lavoro, è divertente. Ciao Ale.