#aciascunoilsuofrantoio tra Assisi e il Lago Trasimeno

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Sabato 10 Novembre. La sveglia suona alle 5.35. Milano si sveglia sotto l’acqua di una perturbazione che ci accompagnerà per tutto il weekend.
Trolley da chiudere, macchina da caricare. Siamo in partenza. Inviati speciali di #aciascunoilsuo, ci attendono per la prima volta l’Umbria e i suoi Frantoi. Aperti per sei weekend consecutivi, a celebrare i frutti che questa dolce terra regala all’uomo.

Non è un Blog Tour, almeno per noi. Un Week-end Incentive? Forse più appropriato. Nessun orario da rispettare, nessuna tabella di marcia serrata, nessun appuntamento istituzionale.

Solo noi, i nostri ritmi e quello che più amiamo fare. Un delitto non rispondere alla chiamata di Alessandro Bertini di Girovagate, soprattutto per chi, dismessi i panni dei giorni feriali, non segue l’orologio, entra in modalità “Slow” e si coccola nella sua stessa compagnia. #aciascunoilsuo è un weekend esperienziale, fatto di profumi, sapori e momenti da declinare singolarmente sugli itinerari di chi è in viaggio. Nessuna regola. Si segue solo il percorso fiutato dal proprio istinto. L’ideale per chi viaggia con un bimbo e con un cane.

E per noi, che puntavamo verso l’Umbria per la prima volta, la traccia disegnata sulla mappa dal nostro sesto senso era molto ampia. Il Lago Trasimeno, Castiglione del Lago, la visita in battello alle Isole Polvese e Maggiore, Assisi. Pregustavamo un weekend all’aria aperta, immersi nei colori autunnali. Incontriamo invece uliveti, colline, campi affogati dall’acqua che in un solo giorno, ha riempito i polmoni di questa regione, come fossero passati mesi.

Debole è l’illusione portata dal vento, che laborioso nella notte, tenta di spazzare il cielo nero e terso, lasciando breccia a un timido raggio di sole nel risveglio del mattino domenicale. La previsione non si fa trarre in inganno, resta amaramente fedele a se stessa, lacrimando ancora. A tratti sembra smettere, per poi ricominciare con il suo incessante ritornello.

Il ticchettio sugli ombrelli e sui cappucci, fa rima con il vociare festoso del Rospetto, al sicuro nella “sua tenda della pioggia”. Ormai lui, è un bimbo grande, al suo primo weekend senza pannolino e l’idea di dover girare tra le viuzze di Assisi seduto comodamente nel passeggino, non è così entusiasmante. Ma è davvero impensabile lasciarlo saltare come un ranocchio nelle pozzanghere, nonostante stivalini, kway e ombrellino. Piove davvero troppo e non vogliamo compromettere la sua salute, la visita del meraviglioso borgo medievale e il lunedì di ferie che ci siamo regalati per godere delle bellezze umbre qualche ora in più.

La voce della Signora Milena, proprietaria del Piccolo Noce – struttura presso la quale siamo ospiti, ci mette in allarme lunedì mattina. Al calduccio, nella nostra splendida “casa dell’Umbria” – come la chiama Federico – siamo ancora ignari delle esondazioni del Tevere, del Nestore e di altri corsi d’acqua che bloccano strade e autostrade del centro Italia.

La pochissima connessione dei nostri cellulari ci taglia fuori dagli aggiornamenti info meteo. Ci prepariamo e ripartiamo velocemente. La destinazione è il casello dell’A1. Ma strade allagate e chiuse dalla protezione civile ci costringono a cambiare diversi itinerari. Ripercorrere la strada fatta all’andata da Piegaro, Tavernelle e Pozzuolo è impossibile. Tutto bloccato. La polizia ci rimanda allora verso Bagnaia e poi Mugnano, Monte Buono e Sant’Arcangelo. La zona di pericolo è ormai alle spalle.

Arriviamo sul lungo lago appena in tempo per godere di questo meraviglioso arcobaleno con vista sull’Isola Polvese. Uno sprazzo di luce e il caleidoscopio di colori è di fronte a noi.
Non ce ne accorgiamo quasi ed è già ora di pranzo. La tappa a Castiglione, sfumata quindi la traghettata alle Isole, è diventata un obbligo.
La rocca affacciata sul Lago Trasimeno ci regala un’altra giornata straordinaria, anche se sempre all’insegna del maltempo.

Sotto una pioggia battente fino a Firenze, rientriamo in Emilia accompagnati da una nebbia ovattata per poi arrivare a casa ancora con l’ombrello aperto. L’estate di San Martino ci ha regalato momenti unici. Inizialmente contrariati, apprezziamo il fascino di un weekend dai ritmi umidi, ma pacati.

Girare con la pioggia è indubbiamente fastidioso, soprattutto con 32kg di pelo bagnati e un monello che ambisce al primato di salto nelle pozzanghere di fango, ma è incredibilmente slow.
L’ombrello, la cartina, il passeggino, gocce d’acqua sull’obiettivo, tieni tutto in mano, attenzione che si bagna e che cade…c’è poco spazio per fotografare. Si acuiscono i sensi e le immagini si fissano negli occhi.
Meno turisti, meno pellegrini. Sotto l’acqua si cammina piano. Si passeggia in silenzio, ascoltando le gocce di pioggia.

Con questi scatti lascio a voi la riflessione sulla potenza della natura e dei suoi elementi, in un paese da tutelare.

Ancora un plauso ad Alessandro, Aurora e Silvia per l’innovativa e riuscita proposta turistica di #aciascunoilsuo.

Nei prossimi giorni i dettagli e le informazioni pratiche su #aciascunoilsuofrantoio.

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!