Le pietre dei miei viaggi

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Formazioni rocciose travestite di mille colori variopinti. Dimora preziosa, riparo e protezione per migliaia di specie marine. Pesci, crostacei e molluschi.
Sono i coralli di un Mar Rosso degli anni 90, quando le glorie di un mercato turistico erano ancora lontane dalle coste di Sharm, e l’acquario di Allah regalava immersioni indimenticabili. Chiudi gli occhi e nuoti in un nugolo di pesci pagliaccio.

Considerata la più grande struttura vivente sulla terra, la Barriera Corallina vive di un ecosistema tanto perfetto, quanto delicato. Un mondo sommerso, minacciato, direttamente o indirettamente, dall’attività umana. La pesca a strascico. Il turismo di massa. L’allarme per l’innalzamento della temperatura delle acque.
A noi, il compito di tutelare questa meraviglia.

Settembre 1943. Una delle perle dello Ionio è teatro di una delle più drammatiche pagine della storia della Seconda Guerra Mondiale.

L’Italia ha già firmato l’armistizio, ma le truppe tedesche, giunte precedentemente nelle Ionie per supportare i reggimenti italiani nella conquista della Grecia, fanno fuoco. Ne esce un conflitto con oltre 10.000 vittime italiane.
L’eccidio di Cefalonia.
136 ufficiali della Divisione Acqui, furono fucilati dagli ex alleati e poi ammassati in queste fosse.

Devozione, silenzio, rispetto per quei connazionali che hanno perso la vita proteggendo un ideale.

Nel silenzio del deserto australiano, al crocevia tra l’Oodnadatta Track e il Birdsville Track, svettano queste pietre. Non a caso s’innalzano sulle rotte dei pionieri.
Solo sabbia intorno al viaggiatore che, in punta di piedi, si appresta alla traversata.
Ambiente ostile all’uomo, quello dell’outback. Pericoloso.
Un luogo che non accetta né errori, né superficialità. Ma quella scritta, quelle pietre, ricordano che si è protetti. Anche in un luogo che sembra, a prima vista, l’antitesi della vita.
La terra, creata da qualcosa di superiore, da un Dio dai mille volti e dai mille nomi.
Terra, consegnata all’uomo. Al cui ego, intelletto e cuore spetta la scelta di onorarla con i passi di un viaggio o con le buche di una guerra. E quelle pietre, quella scritta in italiano, in un mondo “a testa in giù”, sembrano ricordare che qualcosa o qualcuno, ha fatto dono al viandante di un terreno forte su cui vivere. E’ il bruciare sotto la pianta dei piedi nel deserto che realizza, nella mente dell’uomo, che è solo suo, poi, il potere di cadere.

Con questo post partecipo all’iniziativa mensile di Monica, autrice di Viaggi e Baci, dal titolo Il Senso dei miei Viaggi”. 

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!