Il Giro del Colbricon

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Trekking il Giro del Colbricon con un bimbo di pochi mesi nello zaino, escursioni sulle tracce della Grande Guerra in Trentino, info pratiche. 

Se l’estate 2012 verrà ricordata come una delle più calde della nostra storia da montanari, quella del 2010 risuona ancora per il ticchettio dell’acqua sui K-way.
Molte, purtroppo, le escursioni interrotte causa maltempo. Tutte con ovviamente in groppa un fagotto di 6/7 mesi che, comodamente riparato nel suo zaino trekking, non prese neanche un raffreddore…a testimonianza che i bimbi si ammalano all’asilo ai primi incontri con germi, virus e batteri…
Impossibilitati quindi a montare tenda e bivaccare sui prati, nell’estate 2010 tutti i nostri pranzetti si svolsero in malga a suon di forchettate con polenta, funghi e salsiccia.

 

Mucche al pascolo incontrate nel Giro del Colbricon

 

Il Giro del Colbricon: Info tecniche

Partenza: Malga Rolle 1915 mt
Rifugio Colbricon: 1927 mt
Sentiero Cai: 348 completamente nel bosco fino ai laghetti

 

 

Laghetti di Colbricon – vista aerea (scatto di Visit Fiemme)

 

Il Colbricon, assieme al Cauriol, è tristemente famoso per esser stato teatro nella Grande Guerra di sanguinose carneficine tra italiani e austriaci, che qui sulla linea di fronte del Lagorai si contendevano queste selvagge cime con una terribile guerra di trincea. Evidenti, ancora oggi, le tracce del conflitto: caverne, gallerie, resti di baracche e perfino frammenti di artiglieria. L’ambiente è grandioso e selvaggio, dominato dalle spettacolari Pale di S. Martino che sovrastano il paesaggio.

Ci sono escursioni storiche ancora da mettere all’attivo nel palmares dei Rospi, come l’Escursione al Piccolo Colbricon e il Giro della Cavallazza. Per entrambe si parte dalla Malga Rolle prendendo il sentiero 348, il Translagorai, in direzione dei meravigliosi Laghetti di Colbricon, per un percorso di circa 40 minuti completamente immerso nei boschi.

Il sentiero è ampio, percorribile anche con i passeggini da trekking più tecnici, ma sebbene sia una giornata di agosto, di altri bimbetti in giro, non ce ne sono moltissimi. C’è odore di pioggia nell’aria.

L’ambiente circostante è splendido. La vista dei due laghi è incantevole, anche in una giornata plumbea.

La Malga, se in una giornata di tempo incerto è il punto di arrivo, è partenza di numerosi sentieri dalle diverse difficoltà.

  • Itinerario 348 e 14 percorso da anello facile che attraversa la Val Bonetta.
  • Itinerario 348 (media difficoltà) girando a sinistra, al bivio con la Val Bonetta, si raggiunge la Cima Cavallazza a 2.324mt. Seguendo il percorso in quota, passando anche dall’omonimo lagehtto, si scende al Tognazza per poi rientrare alla Malga Rolle dopo un altro circuito ad anello.
  • Itinerario Translagorai che diventa sentiero 349 (difficile) Si supera il Passo Colbricon 1.908mt e da qui si segue la deviazione che sale ripidamente verso sud ovest per Punta Ces e in direzione di Forcella Valcigolera. Lo scenario, a detta dei racconti della nonna Granata, si fa grandioso: verso est le Pale di S. Martino, verso ovest le impervie cime del Colbricon. La forcella, che si raggiunge in breve per una ripida salita, era un presidio militare e ancor oggi è disseminato di schegge di artiglieria a distanza di quasi cento anni.

Sulle tracce della Grande Guerra nel giro del Colbricon

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!