Il futuro di Fioly? 3 Jolly in un caffè

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L’intervista di oggi è una piacevolissima scoperta. Per svariati motivi. 

Fioly Bocca ed io ci siamo sfiorate a Milano all’evento Mammacheblog. Ci siamo incrociate in rete. Ci ha presentato gli Elementi dei Suoi Viaggi. E con mio immenso piacere, è la prima ospite di questa rubrica, che si è presentata per aderire al progetto “365 Caffè a…”

Conoscerla, tra le pagine del suo Blog Bodò e in queste righe, è stata davvero una rivelazione. Moltissime sono le passioni che mi accomunano all’ospite di oggi. 

Leggete con me la storia dei suoi jolly, nascosti in un caffè!

 

 

Un caffè a… 

A bordo di un caicco lungo la costa turca

 

Perché la scelta di questo caffè, tra tutti i caffè bevuti nel mondo? Cosa ti ha ispirato questo posto e perché ti è rimasto nel cuore?

Quel caffè, sorseggiato in un pomeriggio di estate piena in mezzo al mar Mediterraneo, conteneva una Profezia.

La costa turca sfilava all’orizzonte selvatica e indisciplinata, io ero appena riemersa da uno dei miei tuffi stentati (in acqua più che un pesce somiglio a un anfibio scoordinato), quando il capitano del caicco si offre di leggerci i fondi del caffè. Quello turco, intenso e quasi farinoso in confronto a quello a cui siamo abituati, con quel fondo pastoso spesso un dito.

Non ricordo esattamente cosa mi avesse preannunciato il Futuro, quel giorno di cinque anni fa, ricordo soltanto che mi parlò di tre grandi amori e scelte importanti.

Mi è rimasto impresso per quel gusto amarognolo misto all’odore di salsedine e creme solari, di curiosità e di presagi.

 

 

 

Essere mamma e il caffè?

Una grana. Nel senso che prima non ne puoi bere (troppi) perché sei incinta e fanno male, dopo idem, perché non sono indicati durante l’allattamento. Per me che ho avuto due gravidanze a distanza MOLTO ravvicinata è stato un problema. Un po’ perché adoro il caffè, viziosa che sono, e un po’ perché mi avrebbe aiutata non poco ad affrontare le giornate che seguono le notti insonni che ti regalano i bebè.

Ora che lo svezzamento del mio secondogenito è quasi terminato posso ricominciare a godermeli con più serenità. Anche perché ho ripreso a lavorare e senza la mia dose di caffeina quotidiana rischio il licenziamento!

 

Essere mamme in Italia. Se il tuo Jolly, potesse cambiare le carte nella difficile tavola della situazione economica femminile attuale, di quali assi doteresti le mamme e il nostro paese?

Mi piacerebbe dotare le mamme di una risorsa sempre più rara e preziosa: il tempo. Quello per occuparsi dei propri figli a 360 gradi, per prepararli a essere parte di una generazione matura, appassionata e responsabile.

E per occuparsi di se stesse, anche, per coltivare i propri interessi e non venire inghiottite da una routine che non lascia spazio al pensiero e alla riflessione.

Ho letto da qualche parte che la maternità, per una questione di bilanciamento ormonale, sviluppa la creatività. E ci credo! Ce ne vuole, in questa vita, per tenere insieme tutti i pezzi.

Sarebbe utile per tutti se si desse la possibilità, davvero, alle mamme e alle donne, di mettere a frutto la loro inventiva.

Sì, tempo e fantasia. Questi, secondo me, i veri jolly da prestigiatore nell’epoca attuale.

 

 

 

Fioly, la sua famiglia e i viaggi. Aspettative, sogni e abitudini sul mondo turismo e vacanze di una famiglia con due bimbi?

Ahi, con questa domanda hai toccato una ferita aperta. Sì perché se c’è una cosa che mi manca in questo periodo sono i viaggi come li intendo io. Quelli zaino in spalla, tutta fatica e scoperta, scomodi come un pullman sgangherato a spasso per le strade sabbiose del Rajasthan.

Con due bambini così piccoli non è proprio possibile. Bisogna accontentarsi di un compromesso. Lo scorso autunno ad esempio, con un nanetto di undici mesi e un pancione di sette, siamo stati un paio di settimane a Rodi. È stato bello, ma non era il Nepal che stavamo progettando.

Ma torneranno quei viaggi che piacciono a me. Magari non sarà l’inter rail dei vent’anni né la Spagna girata in furgone. Ma c’è un bel pezzo di pianeta che vorrei vedere.

Per ora mi godo il viaggio più affascinante che abbia mai immaginato: quello dentro un mondo nuovo di zecca attraverso gli occhi dei miei bimbi.

 

Una domanda sul futuro. Come pensi che viaggeranno i tuoi figli da grandi?

In che modo viaggeranno non lo so, ma so come mi piacerebbe lo facessero: con la voglia e l’umiltà di imparare, con curiosità innamorata del mondo e del diverso, e tutti i sensi ben accessi.

Non molti sanno che Lemuele, il nome del mio primogenito è il nome di Gulliver, viaggiatore per antonomasia. Mentre il nome del fratellino, Eliandro (dal greco uomo sole) è stato definito durante la vacanza greca.

Mi piacerebbe che i miei figli amassero il viaggio come scoperta, del mondo e di sé. Perché la realtà va vista dal maggior numero di prospettive e latitudini possibili: diventare grandi, io credo, passa attraverso la capacità di relativizzare.

 

Fioly Bocca, 37 anni di sogni a occhi aperti, aspirante cantastorie, è approdata da poco alla sua nuova vita di mamma. Resta svagata, casinista, vagabonda nell’animo, contorsionista di pensieri, specializzanda in voli pindarici. E si racconta qui: www.bbodo.it

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About Author

Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo … e ho fatto spazio nel trolley!
Ora siamo la Famiglia Rospi!
Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!

  • Bellissima intervista cara Ale avevo intuito le qualità di questa ragazza e ora, conoscere un pochino in più di lei, mi incuriosisce ulteriormente. “Ma torneranno quei viaggi che piacciono a me. Magari non sarà l’inter rail dei vent’anni né la Spagna girata in furgone. Ma c’è un bel pezzo di pianeta che vorrei vedere.” Torneranno cara Fioly , perché le esperienze fatte con i nostri cuccioli, piccoli o grandi che siano, sono e saranno indimenticabili. Un abbraccio a tutte e due.

    • Confermo le parole di Tiziana!!! Anche se avrei voglia di un weekend romantico a due – e postare Venezia mi ha fatto ancora di più venire la voglia – quando capita di essere da soli, ci sentiamo che manca un pezzo!!!
      Un abbraccione anche a te!!!

  • Seguo sempre Fioly e non mi sorprende di leggere delle belle parole. Voglio fare come Tiziana sopra di me e usare una frase dell’intervista per comunicare quello che mi piace di lei “per prepararli a essere parte di una generazione matura, appassionata e responsabile”.
    Un saluto ad entrambe e complimenti per l’intervista.

    • 🙂 Grazie Giorgia del tuo passaggio e dei complimenti…che oggi sono tutti di Fioly!!!

  • ma grazie! per me è un onore davvero aver avuto lo spazio di questa intervista, essere ospitata e letta. i vostri complimenti mi hanno fatta arrossire.
    …allora si organizza una trasferta di gruppo?;)
    un abbraccio grande!

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