Chiacchiere tra uomini all’Agritur Anselmi

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Come anticipato nel post di ieri, segue il racconto tutto al maschile, del nostro soggiorno all’Agritur Anselmi.
Arrivati nel primo pomeriggio dopo una mattinata molto intensa, ci immergiamo in questo paesaggio d’altri tempi, dove unico segno di modernità è l’agriturismo nuovo di qualche mese, costruito con un’architettura contemporanea, basata sull’utilizzo di un materiale antico come il mondo: il legno.
Siamo accolti da un viso molto cordiale che esprime lo spirito familiare del luogo e subito, anche noi, ci sentiamo a casa – non fosse perché per noi, già l’essere in montagna ci fa sentire a casa…
Ci ambientiamo, ci rilassiamo quando vediamo giungere due trattorini con i rimorchi carichi di legname, alla cui vista Federico impazzisce ed inizia subito a gridare “Anche io su tattore, anche io su tattore”. Dai due trattorini scendono due uomini dai volti sereni e fieri del loro lavoro. Se non li avessi visti scendere dal trattore, non li direi nemmeno stanchi… Pochi istanti per conoscersi e capire che mi trovo di fronte a persone che, a dispetto dei luoghi comuni sul “montanaro” oltre a quelli sul “cittadino”, hanno voglia di incontrarsi e farsi conoscere, per scambiare le loro reciproche opinioni sulla vita, sulle aspirazioni e sui propri sogni.
Il giorno seguente ho modo di approfondire questa conoscenza entrando nel singolo dettaglio. 
Antonio, “il signore del trattore” per Federico, mi racconta che svolge questo mestiere fin da piccolo e che negli anni, la sua stessa attività si è evoluta seguendo le necessità del mercato: un esempio su tutti è il progressivo passaggio da un’attività in prevalenza orientata alla zootecnia, rispetto a quella di oggi in cui prevale la frutticoltura. Mi racconta di come negli anni la loro lavorazione si sia progressivamente orientata alla ricerca, sempre più incessante, non solo della qualità, già di per se molto elevata, ma anche alla ricerca della “bellezza” del prodotto stesso, la mela. Di questo me ne ero accorto già dalla mattina precedente durante la visita guidata allo stabilimento Melinda, dove mi aveva colpito, oltre alla tecnologia utilizzata per la selezione e la lavorazione stessa dei prodotti, anche la cura del proprio marchio e del proprio nome, in armonia con uno stabilimento ordinato e bello anch’esso.
Tutto questo giunge del tutto inaspettato alla vista di un profano.
Parlando con Antonio emerge tutto l’amore per la propria professione e, anche se può sembrare un poco retorica, anche l’amore per la propria terra. C’è tutta una passione che si accompagna a una professionalità che negli anni, agli occhi di un cittadino come me, è stata nascosta e banalizzata dietro la categoria del “coltivatore/contadino”. Nulla di più sbagliato! Mi trovo di fronte ad un vero professionista preparato e competente, che ha una marcia in più, data dalla passione con cui porta avanti l’attività che fin da piccolo ha imparato e migliorato sempre più. La gestione della sua attività è a tutto tondo, che non si limita alla sola “manovalanza” del lavorare la terra, ma a tutta una conduzione del territorio che poi ne fa il vero successo. La voglia di innovare e di conoscere che non è preclusa a nessuno, si manifesta con un fervore nelle parole di Antonio ed io non posso che esserne rapito.
La sua voglia di confrontarsi e di conoscere è veramente encomiabile e coinvolgente, quello che mi stupisce ancora di più, è che sto parlando con un uomo che è in piedi dall’alba per la mungitura – non propriamente un lavoro leggero – e che ha davanti ancora una lunga giornata sebbene sia domenica. Per lui ovviamente, il concetto di festività e di week-end ha un significato a noi ben lontano.
Ciò che mi stupisce e mi affascina, è che la loro vita è scandita dalle stagioni, cosa per noi ormai dimenticata, e come la cosa più naturale del mondo, ovvero lo scorrere ordinato del tempo, per noi sia un concetto astruso e lontano.
Vero è che l’animo umano rincorre in maniera, a volte maniacale, quello che non ha e che si è costantemente insoddisfatti, ma vedendo questi uomini e queste donne, le loro vite e i loro sogni, le loro aspirazioni e i loro sforzi, sempre più spesso mi viene da dire “ma alla fine mi sa che hanno ragione loro”.
La qualità della vita non è fatta degli oggetti di cui ci circondiamo, ma della vita stessa che viviamo, bisogna solo riconoscerla e apprezzarla.
Prima o poi imparerò anche io come si fa? 

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!