Giovanna Gulli ci presenta Clorofilla

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Oggi al posto di un caffè, ci gustiamo un dissetante bicchiere d’acqua, in compagnia di Giovanna Gulli, che in collaborazione con Cinzia D’Alessandro, ci presenta Clorofilla. L’appuntamento per la mia prima intervista live, è fissato per lunedì mattina direttamente al cantiere di quello che da settembre, sarà il nido-scuola d’infanzia più green della città di Milano. Siamo al 5 di Via Cesare da Sesto, a due passi da Porta Genova e dalla fermata della linea verde Sant’Agostino.

Giovanna arriva sorridente e mi apre le porte dell’asilo. Aspetta il suo terzo gioiello che arriverà ad ottobre, tre maschi su tre, ma lei da perfetta padrona di casa, incurante della fatica del pancione e del caldo estivo, mi racconta del “quarto figlio” che giorno dopo giorno prende vita, accompagnandomi su e giù per tutta la struttura. Clorofilla è un’oasi di silenzio e luce, estranea ai rumori del traffico metropolitano, interrotta solo da ruspa e trapano degli operai che lavorano. Da convento a teatro per poi diventare un cinema e una sala giochi: un karma non indifferente quello dei locali che da settembre 2012 ospiteranno i piccoli allievi di Clorofilla.

Grazie ad un esemplare progetto di restauro conservativo, gli spazi dell’asilo, definiti terzo elemento educativo dopo famiglia e insegnanti, si caratterizzano per semplicità, accoglienza e le trasparenze e la luce naturale sono preponderanti. Il recupero architettonico riprende il concetto di “villaggio”:al piano terra si trova l’agorà, una grande piazza semi-coperta, su cui si estendono le diverse sezioni di nido, materna e la cucina e al cui centro verrà piantato un grande albero che affaccerà sul giardino pensile posto al primo piano. Attraverso questo lucernario, gli sguardi curiosi dei più piccoli possono arrivare direttamente fino al cielo. Al primo piano si trova lo spazio green con orti e serra, su cui è collocato da un lato l’ambiente per il pranzo della materna e dall’altro la palestrina.

La grande piazza centrale

Cos’è Clorofilla e da dove nasce questo progetto?

Clorofilla nasce come asilo nido-scuola d’infanzia e vuole diventare il punto di riferimento per Milano, un luogo aperto al territorio ai bimbi, alle loro famiglie e a chi sente vicina il nostro approccio. Nel 2008, dopo una lunga esperienza maturata nell’ambito dei servizi al sociale, lavorando sempre a progetto, ho sentito la necessità di costruire qualcosa di concreto che avesse una visione d’insieme e di lungo periodo. L’incontro con Cinzia, che nella sua esperienza professionale aveva già avviato diversi asili, è stato poi fondamentale per la condivisione e realizzazione del progetto.

Trovare gli spazi ideali per trasformare l’idea in realtà, è stata la fase più complicata. Un anno e mezzo fa, a seguito di una grande delusione per una trattativa sfumata con un’altra struttura, abbiamo trovato questi locali e dopo sei mesi di progettazione, sono ufficialmente partiti i lavori. L’idea di come sarebbe poi diventato Clorofilla è nata studiando gli spazi e come portare a termine il restauro. Qualità e diversificazione degli ambienti, natura, giochi di luce e trasparenza sono stati il must per progettare la struttura.

Gli spazi di una sezione Nido

Clorofilla e il suo progetto educativo?

Al nido-scuola Clorofilla nulla è lasciato al caso. Abbiamo scelto l’approccio Reggiano all’educazione che pone il bambino al centro dei progetti e delle relazioni. Tutti gli spazi sono pensati per accogliere il gruppo inteso nella sua massima espressione sociale e per dar voce ai molteplici linguaggi dei bambini – i cento linguaggi di Loris Malaguzzi, fondatore di Reggio Children.

Un esempio pratico? La cucina. Oltre alla scelta di orientarsi su cibo e prodotti bio con un menù equilibrato e ricco di proteine vegetali, senza esclusione di carne, la scelta di lasciare la cucina appositamente a vista, darà modo ai piccoli di esplorare il mondo del gusto, improvvisandosi Ratatouille durante gli atelier di cucina.

Gli ambienti delle sezioni saranno suddivisi in spazi su più livelli, in cui l’area nanna è soppalcata e accessibile da una scala – debitamente chiusa da cancellino per prevenire le ansie delle mamme – ma che darà la possibilità ai piccoli di sperimentare attività motorie e di osservarsi da punti di vista differenti.

Percorsi di acquaticità grazie alla presenza di una piccola e calda piscina a disposizione dei allievi, ma anche delle gestanti e dei piccolissimi esterni alla struttura, psicomotricità, atelier creativi, giochiamo in giardino anche d’inverno e l’angolo della lettura saranno le attività che si alterneranno nel percorso educativo che affronteremo da settembre, il tutto supportato da materiali prevalentemente di riciclo e pochissimi giochi strutturati.

Gli arredi sono di manifattura artigianale, creati con materiali naturali

 

Il nido-scuola ufficialmente non è ancora convenzionato con il Comune di Milano. Come vivi da mamma e professionista il tuo rapporto con la città e cosa manca a Milano per essere Family Friendly?

Purtroppo non essendo ancora ufficialmente aperta la nostra struttura, non è rientrata nelle graduatorie per l’anno 2012-2013 ed è un vero peccato perché sappiamo che ci sono molti bambini che sono rimasti fuori dalle cosiddette liste perché gli asili sono pieni, ma i fondi stanziati dal Comune erano già stati investiti. Ci auguriamo invece che per il prossimo anno, ci sia apertura. Noi ci poniamo come un’esperienza educativa pubblica e laica, vogliamo investire sul territorio e lavorare sull’apertura delle attività sportive extrascolastiche.

Milano purtroppo non ha ancora raggiunto degli standard qualitativi per le famiglie, si è investito molto sulla dimensione urbanistica, ma non ci sono molti luoghi adatti per le famiglie. Il paragone con Torino, città che conosco molto bene, è forte: il capoluogo piemontese non aveva una qualità della vita così alta e non era una città così ricca, rispetto a quello lombarda, eppure la città della Mole negli ultimi 15 anni ha investito totalmente su questo tema, diventando più a misura d’uomo e di bambino.

A Milano, le iniziative per i piccoli cittadini sono lasciate ai privati, ma c’è molto da lavorare. In primis questione mezzi pubblici, dove ad esempio non puoi utilizzare la metropolitana se hai un passeggino e se sei incinta, perché gli ascensori non funzionano o dove puoi salire solo sui bus e tram di nuova generazione, perché quelli più vecchi hanno delle porte strettissime e dei gradini molto alti. Locali e ristoranti: nella maggior parte di locali non ci sono nursery nei bagni per un cambio veloce di pannolino e quei pochi che vengono definiti Family Friendly sono presi d’assalto durante il weekend e se quindi vuoi accaparrarti un posto tranquillo, devi prenotare per tempo. Le piste ciclabili si contano e sono comunque trafficate e poco regolamentate.

Milano ha un potenziale enorme, basti pensare alla Darsena e ai Navigli, bisogna valorizzarlo.

Il giardino con gli spazi per l’orto

I Viaggi dei Rospi è un Blog di Viaggio, quindi la domanda è d’obbligo: Clorofilla, i bimbi e le gite?

Attualmente non vogliamo predefinire dei modelli di gita o uscita extrascolastica. L’attenzione sul bambino ricercatore che ha il nostro approccio, ci porterà sicuramente alla scoperta del territorio milanese. Abbiamo infatti la fortuna di avere a pochi passi un bellissimo mercato di quartiere, pieno dei colori e dei profumi di frutta e verdura, il Museo della Scienza e della Tecnica, vero e proprio spazio di conquista per i più grandicelli, senza poi trascurare le Fattorie Didattiche nelle campagne limitrofe.

Rimanendo in tema viaggi, passiamo ora una domanda personale. Come viaggia la tua famiglia, quali destinazioni prediligete e lavori di Clorofilla permettendo, dove berrete il caffè dell’estate 2012?

Personalmente ho viaggiato molto, prediligendo le grandi città e non ci siamo fermati con la nascita di Pietro, il primogenito. Ma da quando la famiglia si è allargata, appena possiamo scappiamo in Puglia, dove mio marito ed io ci siamo conosciuti, al centro velico di Torre Guaceto, in provincia di Brindisi. Siamo due istruttori di vela e tornare in quella baia incantevole, sconosciuta al turismo di massa, ci permette di ricaricare le pile e affrontare l’anno successivo. E’ un luogo molto spartano frequentato solo da chi ha voglia di scarpinare un po’ per arrivare al mare, dove noi abbiamo una roulotte fissa e che raggiungiamo in aereo o in treno. I nostri bimbi hanno già provato l’esperienza in cabinato e per loro solcare il mare, è emozione e divertimento allo stato puro, assolutamente consigliato!

Giovanna Gulli, 37 anni, ricercatrice sociale e coordinatrice in progetti educativi di ricerca-intervento nell’ambito socio-psico-pedagogico.

Ha collaborato per circa 10 anni in grandi realtà leader nel campo della ricerca e della formazione – area infanzia, quali la Fondazione IARD, SYNERGIA, EDINT.

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About Author

Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!