La tassa di soggiorno

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Con una maggior valorizzazione del nostro meraviglioso Paese, l’Italia potrebbe campare di turismo e, attraverso l’attuazione di politiche concrete di sviluppo e promozione del territorio, avremmo una marcia in più. Ovunque nel mondo si paga, e anche profumatamente, per accedere a musei, chiese, castelli e ruderi.

Da noi, è quasi tutto gratis.  

Siamo in piena crisi e anziché cercare delle strade comuni per risollevare le sorti del Paese, ci tiriamo la zappa sul piede. Con la legge sul federalismo fiscale viene data facoltà ai comuni di applicare la tassa di soggiorno, un’imposta che va dai 50 centesimi ai 5 euro a notte per chi alloggia fuori dalla propria città di residenza. La tassa viene presentata e pagata all’interno delle strutture ricettive: alberghi, villaggi turistici, agriturismi, affittacamere, ostelli, campeggi, etc. , ma gli introiti vanno nelle casse dei rispettivi Comuni.

Roma, Firenze e Venezia sono state le prime città a introdurre l’imposta. Con l’arrivo dell’estate molte località turistiche, come Senigallia, Capri, Otranto, hanno deciso di applicarla. Altre invece, come le città della riviera romagnola, hanno fatto in modo che almeno per quest’anno non venisse imposta. Alcuni tour operator hanno già concordato o venduto i soggiorni a prezzi che ora con la nuova tassa cambieranno e chi ha prenotato mesi fa, si ritrova a dover pagare di più.

La tassa, essendo applicata a macchia di leopardo SOLO da determinati Comuni, ha creato scompiglio in un settore già provato dalla crisi. I risultati? Danno della propria immagine delle strutture ricettive e dei tour operator e maggiore concorrenza tra chi è costretto dal proprio comune ad applicarla e chi no. Una situazione molto frastagliata dovuta «alla mancanza di un regolamento nazionale che ha dato ai comuni facoltà di fare quello che ritenevano più utile per risanare il proprio bilancio», afferma Alessandro Giorgetti, Presidente di Federalberghi Emilia Romagna. Ogni comune, infatti, può stabilire il proprio regolamento municipale, le esenzioni e le tariffe per notte.

Volete saperne di più? Guardate qui e scoprite come si è mossa Cattolica sul sito CorriereTV

Mondo Blog, cosa ne pensate? E’ davvero la tassa ammazza turismo? Io credo che concettualmente sia sbagliato, va contro il termine ospitalità e la sua applicazione ancora meno corretta: o tutti, o nessuno!!

Perché ti devo imporre una tassa, quando tu stai già pagando per soggiornare fuori dal tuo comune di residenza? E’ anche vero che la tassa va al Comune i cui introiti sono, in teoria, volti a finanziare il turismo…ma sarà davvero così?  E cosa serve, secondo voi, per rilanciare il settore?


Per maggiori info leggete anche qui

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!

  • Per agevolare il turismo secondo me, oltre ad investire sulla valorizzazione del territorio, bisognerebbe agevolare l’accesso alle zone turistiche appunto riducendo la tassazione!!! Il concetto è: “intanto facciamoli venire qui i turisti, poi se bisogna tassare qualcosa tassiamo i servizi”. La tassa di soggiorno serve secondo il mio modesto parere a scoraggiare in partenza l’accesso dei turisti e con il fatto che siano i comuni a stabilire quanto si paga, si genera una confusione generale e questo frustra il turista che con tutte le buone intenzioni è costretto a prenotare nell’incertezza.

  • I agree

  • Anonymous

    In molti paesi la tassa di soggiorno già si paga (Nord Europa, per esempio) e questo non è un deterrente per il turismo. Io sono a favore della tassa, purchè sia ridotto il range (da 0,50 a 5,00 è ESAGEERATO) e purchè venga imposto ai comuni di pubblicare il ricavato per MESE e la destinazione finale del RICAVATO

  • Da albergatrice posso dire che questo ulteriore balzello non ci serviva proprio. E soprattutto non così a macchia di Leopardo …
    Vi rendete conto che due alberghi distanti tra loro 300 metri e appartenenti a 2 comuni diversi potrebbeo far applicare rispettivamente 0,50 e 5,00 Euro a persona a notte? Hai voglia a farsi la guerra sulle tariffe.
    Sulla carta il ricavato dovrebbe essere speso in servizi per il turismo (quindi la finalità teorica potrebbe anche essere buona, anche se ci credo poco), ma visto che ogni comune li deve poi gestire, questo implica un’ulteriore frammentazione delle risorse disponibili, invece della creazione di progetti a larga scala …
    E in ultimo, sono certa che incrementerà il nero delle strutture che ospitano soprattutto turisti (gli uomini d’affari esigono sempre fattura) e che non accettano pagamenti con carta di credito. La sento già la frase “beh! se non le serve la ricevuta la sua famiglia può risparmiare € 20,00 al giorno di tassa di soggiorno”
    Povera Italia! Povero Turismo Serio!

    • Monica hai centrato il problema. E’terribile l’applicazione della legge: si rischia di avere delle strutture scelte in funzione della tassa ad eesmopio quelle che sorgno sul confine di 2 comuni. Sceglierei anche io quella il cui comune non applica la tassa

  • Sono d’accordo, sopratutto a priori, sul fatto che il nostro paese ha TUTTO, abbiamo delle attrazioni che sono SPETTACOLARI. E non sono valorizzate.
    Probabilmente potremmo basare quasi interamente la nostra economia sul turismo (quello fatto bene), e invece siamo degli ignoranti. Perchè invece che favorire il turismo e coltivarlo, cerchiamo dei modi più facili per far cassa sfruttandolo.
    Bisognerebbe iniziare ad essere un po’ più lungimiranti e intelligenti, soprattutto a livello delle istituzioni per favorire degli investimenti che magari non faranno far cassa immediatamente, ma che nel medio lungo periodo porterebbero sicuramente maggior ritorno sull’investimento.