In viaggio con il bebè? Noi sì!

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Per andare in vacanza con i frugoletti ci vuole allenamento! Gli italiani si sa, sono un popolo di viaggiatori, ovunque tu vada, difficilmente non troverai qualche connazionale che ha scelto la tua stessa meta, ma di italiani in giro con bebè al seguito, se ne vedono davvero pochi. E qui scatterà la rissa…già perché, o siete genitori avventurosi con forte spirito di adattamento e allora avrete già mostrato ai curiosi occhietti del pargolo mezzo mondo, o a malapena lo avrete portato nella regione accanto, se siete invece tra quei genitori che “certi viaggi adesso non si fanno più”…

Viaggi con bambini piccoli?

Non credo sarà difficile per voi capire da che parte stiamo noi.

Federico ha 2 anni. Aveva tre mesi quando abbiamo fatto il primo weekend e a sette mesi ha preso l’aereo per l’Irlanda per il suo primo Fly & Drive.  Purtroppo, la mia ripresa al lavoro e il suo ingresso all’asilo, hanno coinciso con l’impennata del tasso di assenteismo, giorni necessari ad accudirlo durante le innumerevoli malattie e influenze, che colpiscono i nani all’ingresso in comunità. Lo devo ammettere, l’ansia da: “Ooddiooooo se usciamo si ammala e come facciamo lunedì mattina” ha colpito anche noi, l’essere da soli senza nonni a gestire la creatura, dal punto di vista lavorativo può creare disagi, ma è durata il tempo del primo anno.

Nel 2005, prima vacanza estiva trekking in Val di Fiemme, ci superò sul ripido sentiero che porta alla Pala di Santa, una coppia tedesca che camminava di buona lena: lei sulle spalle portava uno zaino che pesava come me, lui un frugolino che gli dormiva stile koala.

Gennaio 2006, prima vacanza nel nostro nido invernale, un metro di neve e -20 al sole, si presentò alla Malga Slingia per pranzare una famigliola austriaca con bebè di 6 mesi infagottato nella tuta e trainato fino al rifugio sullo slittino, comodamente sdraiato e coperto all’interno della navicella della carrozzina.

In Australia, abbiamo attraversato il deserto da Adelaide ad Ayers Rock e poi fino ad Alice Spring seguendo la pista del vecchio Ghan e il deserto rosso in jeep camper. 
Eravamo gli unici stranieri, i pochissimi turisti che incontrammo nelle diverse tappe del percorso ai caravan park erano tutti australiani, ma tra tutti ci colpì una famiglia australiana con 4 bimbi, in scala, l’ultima camminava e ciucciava un biberon pieno di latte (avrà avuto forse 2 anni), giravano tutti con la loro borraccia e biberon, sereni col cappellino in testa e il binocolo a tracolla.

Questi sono solo tre esempi, in giro c’è molto di più, ma ogni volta che incontriamo qualcuno su questa linea, noi ci guardiamo in faccia e ci diciamo che vogliamo essere genitori così!

Per farlo ci vuole allenamento fisico (caricati in groppa 10kg di bambino e cammina per un giorno intero…), tanta pazienza (perché rimangono cmq bambini e cercheranno sempre in qualche pub di aggrapparsi e tirare giù gli sgabelli…), una buona organizzazione dei materiali (rimani senza pannolino pulito a 2500mt slm e poi ne parliamo…) e la cosa più importante: la poesia nel raccontare ogni dettaglio, così che vostro figlio si innamori del mondo!

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Ero una single convinta e giramondo, poi ho incontrato un Rospo ... e ho fatto spazio nel trolley! Ora siamo la Famiglia Rospi! Cosa amo di più (miei ometti a parte)? Viaggi, Avventure e Outdoor!

  • hai proprio ragione! viaggiare con i pupi diventa un’avventura indimeticabile!

  • Liz

    Che bell’idea! In bocca al lupo!